Condannato ex agente di polizia coinvolto nel sequestro del figlio dell’ex presidente Kovac

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La Corte Suprema ha condannato Lubos Kosik, un ex poliziotto coinvolto nel rapimento del figlio dell’ex presidente Kovac, a 14 anni di carcere da passare in una struttura di massima sicurezza, oltre al pagamento di una multa di 100.000 euro. Il condannato, tuttavia, non era presente alla sentenza e il suo avvocato dice di non sapere dove si trovi. Lo aveva però incontrato la settimana precedente quando era stato incaricato di rappresentarlo in sua assenza.

Kosik non è stato perseguito per rapimento, malgrado secondo l’ufficio del procuratore sia invischiato nel sequestro di Michal Kovac jr, che nel 1990 fu portato in Austria nel bagagliaio di un’automobile di grossa cilindrata. Va detto che allora esistevano ancora i controlli alla frontiera tra i due paesi, che erano frequenti e rigorosi. Fu del resto ritenuto complice in questo caso, mai arrivato a giudizio, anche la dirigenza dei servizi segreti e l’allora primo ministro Meciar che al tempo del fatto aveva l’interim anche della presidenza della Repubblica. Membro della banda criminale dei Sykorovci, Kosik è stato condannato invece per falsificazione di cambiali per un ammontare complessivo di 2,4 milioni di euro.

La sentenza, che è definitiva, conferma il verdetto della Corte penale specializzata in Pezinok emessa nel febbraio 2015, ma abbassa sensibilmente la pena – dagli oltre 22 anni fissati l’anno scorso – tenendo conto del cambiamento di vita e del buon comportamento dell’accusato.

(Red)

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Foto ssalonso cc-by-sa

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