Due recensioni dello spettacolo Alfa e Omega a Bratislava

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Uno spettacolo esilarante e dai tratti noir – di Massimiliano Palma

Nell’ambito del Festival Dolce Vitaj il pubblico slovacco ha potuto assistere il 6 giugno scorso ad uno spettacolo teatrale esilarante presso il teatro dell’associazione culturale A4 di Bratislava. Lo spettacolo intitolato “Alfa e Omega” scritto da M. Milasi e D. Loddo, con la scenografia di L. M. Catanoso, è stato interpretato dalle due attrici Kristina Mravcova e Maria Milasi sotto la guida della regia di Americo Melchionda. Artisti residenti a Reggio Calabria, con un solido curriculum e molto attivi nella ricerca teatrale.

Lo spettacolo dai tratti noir ha stregato il pubblico con una grande prova di interpretazione per un testo inedito virato al femminile: lancinante e divertente, brutale e sarcastico, delicato e sorprendente.

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Due sconosciute si incontrano su una panchina. Alfa aspetta un bus o forse un treno, Omega invece aspetta una persona con un vestito rosso che potrebbe dare una svolta alla sua vita.

La scenografia è essenziale, una tabella con gli orari di un bus che non passerà mai, come non si fermerà mai la loro ricerca disperata di giustizia, un bidone della spazzatura in cui buttare via i dolori che attanagliano le due donne e una panchina intorno alla quale le due donne racconteranno le storie della loro vite strazianti che a loro insaputa, sul finale, si intrecciano in modo sorprendente lasciando decidere allo spettatore la vera fine della storia.

Una riflessione sulle dinamiche della vita odierna alla ricerca spasmodica della felicità passando dal rapporto di coppia malsano, all’abuso di medicinali, al ruolo egemone dell’economia di mercato sulle nostre vite sino a far riflettere sulla migrazione dei popoli meno abbienti verso i Paesi più ricchi.

Per la prima volta in Slovacchia, la compagnia Officine Jonike delle Arti dopo aver presentato lo spettacolo sia in Calabria sia in Sicilia ha riscosso grande apprezzamento da parte del pubblico slovacco che ha potuto seguire la pièce grazie ai sovratitoli in lingua slovacca a cura dell’attrice Katarina Mravcova.

(Massimiliano Palma, IIC Bratislava)

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Le attese di due portatrici sane di disperazione – di Francesco De Maria

Il 6 giugno scorso sul palco dell’ “A4 priestor súčasnej kultúry” di Bratislava, spazio dedicato alla cultura contemporanea, è andata in scena la performance “Alfa e Omega”. Lo spettacolo è stato presentato dalla compagnia teatrale Officine Arti di Reggio Calabria, il cui obiettivo è quello di coniugare le arti performative a percorsi di ricerca e innovazione, promuovendo drammaturgie contemporanee e dando spazio a giovani autori e registi.

Lo spettacolo, con la regia di Americo Melchionda, vede protagoniste due donne, simbolicamente chiamate Alfa e Omega, e rispettivamente interpretate dall’attrice italiana Maria Milasi e dall’attrice slovacca Kristina Mravcova.

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La scena si apre con l’incontro casuale tra le due donne a una fermata dell’autobus, dove Alfa paradossalmente aspetta invece un treno per andarsene “ad Est” e dare una svolta alla sua vita. Per lo stesso motivo si trova lì Omega, in attesa di una persona dal vestito rosso che potrà cambiare il suo destino da donna di strada, permettendole di ricongiungersi alla figlia abbandonata da tempo.

Durante una notte trascorsa ad aspettare qualcosa che sembra non arrivare mai, si percepisce come gradualmente si stia instaurando un legame tra le due donne, «portatrici sane di disperazione». Il loro rapporto si rafforza attraverso racconti, canti e balli alternati a momenti deliranti e ai limiti della follia, che immergono totalmente lo spettatore nella struggente performance.

Con il trascorrere delle ore e l’arrivo dell’alba, la trama della storia va schiarendosi sempre più, arrivando a una quasi completa rivelazione. Quasi, perché una vera e propria fine sembra non esserci: ciò che attendevano con tanta trepidazione giunge all’improvviso, sconvolgendo e turbando completamente le due protagoniste. Se all’inizio della storia predominava la volontà di riscatto, ora cambiare radicalmente la propria vita richiede un prezzo decisamente troppo alto.

(Francesco De Maria, IIC Bratislava)

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