Il presidente Kiska invita a cambiamenti nel suo discorso sullo stato della nazione

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Il discorso annuale al Parlamento slovacco del Presidente Kiska “sullo stato della nazione” ha trattato in particolare di problemi nazionali come la lotta contro la corruzione, le difficoltà del sistema sanitario slovacco, la qualità delle scuole. E poi delle attuali sfide nell’Unione europea, dicendo di credere che il Paese sia pronto a dirigere il Consiglio dell’Unione europea, un incarico che il governo assumerà il 1° luglio e che il presidente ha definito un grande onore e opportunità.

Kiska ha puntato il dito sulla corruzione, che, ha detto, «in questi giorni è l’argomento più caldo». Riferendosi al caso Basternak/Kalinak, che tiene banco sulla scena politica da settimane, Kiska ha detto che probabilmente «nessuno crede che qualcuno possa aver portato in giro borse di contanti per 12 milioni di euro» [il presunto prezzo per l’acquisto di sette appartamenti nel complesso Five Star Residence, a seguito del quale la ditta di Basternak ha chiesto e ottenuto il rimborso di 2 milioni di IVA, ndr]. Se la Slovacchia va avanti così, «avremo a che fare con conseguenze molto gravi. Secondo voi», ha detto Kiska rivolgendosi all’aula, «quante persone pensano che le forze dell’ordine e le autorità fiscali siano indipendenti e non soggette a pressioni della politica o altro? E quanti credono che possiamo fare affidamento su queste organizzazioni?», ha affermato Kiska invitando i cittadini a combattere le teorie cospirative che si diffondono on-line.

Il presidente ha espresso preoccupazioni sul calo di fiducia nei politici e ha detto che la gente si aspetta che gli scandali vengano risolti velocemente. Quattro adulti su cinque ritengono che lo Stato sia controllato da una manciata di oligarchi, e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni statali è scesa al minimo storico. «Se la gente non troverà motivo per riprendere fiducia nello Stato e nelle sue istituzioni, potrebbe essere molto difficile dopo le prossime elezioni creare un governo di partiti democratici», ha avvertito il presidente. Di questi tempi gli slovacchi sono invidiosi della Romania, ha tuonato Kiska, dove 1500 persone sono state accusate, processate e condannate per corruzione, inclusi alcuni politici di rango. Ben diversa è la situazione in Slovacchia, dove invece non si fa che parlare di lotta alla corruzione ma poi non si fa nulla per eliminarla davvero.

Chiedendo a gran voce le attese riforme nella scuola e nel sistema sanitario, il capo dello Stato ha presentato la sua visione di come la Slovacchia dovrebbe riguadagnare fiducia in se stessa: 8Un piccolo e flessibile paese con un chiaro sostegno delle industrie creative e delle innovazioni». Il presidente ha concluso sottolineando che lo Stato dovrebbe essere il primo a mostrare rispetto nei confronti dei suoi cittadini. E il governo non dovrebbe pensare che non vi sia alcuna alternativa politica ad esso.

Il capo del Parlamento Andrej Danko (SNS) ha commentato il discorso dicendo che gli ha fatto un’impressione positiva, e il presidente ha dato risposte e possibili vie di uscita a molte questioni. Lo stesso vale per altre personalità del corrente governo, come il vice presidente del parlamento Martin Glvac (Smer-SD), che ha definito l’intervento equilibrato e da statista. Anche i deputati dell’opposizione hanno elogiato il presidente per il suo intervento coraggioso e il suo atteggiamento filoeuropeo.

(ReD)

Foto prezident.sk

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