Camminando con Christo sulle acque dell’Iseo

Apre domani, sabato 18 maggio, l’evento dell’anno in Italia: The Floating Piers, la passerella galleggiante di tre chilometri che permetterà di camminare, 24 ore su 24, sulle acque del Lago d’Iseo tra Sulzano, sulla terra ferma, e le due isole di Montisola e San Paolo. L’enorme progetto di Land Art è l’ultima fatica di Christo, 81 anni, che ha impiegato due anni tra progettazione e realizzazione di questo suo sogno a lungo rimandato. Previsto almeno mezzo milione di visitatori per appena 16 giorni di installazione, dal 18 giugno al 3 luglio.

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[Di Fiorella Minervino, La Stampa]

Alla fine il sole è spuntato dopo l’intera mattinata scandita da minacciosi temporali e scrosci annunciati. Il Lago d’Iseo si illumina, i prati sembrano del verde più brillante, i profili delle montagne si esaltano e pare di toccarli, ma il vero miracolo è davanti a noi, in quel tessuto che si estende per tre chilometri sopra le acque ancora agitate: dimostra come sia possibile trasformare il nostro paesaggio in un miracolo e catapultarlo al centro dell’attenzione mondiale. Sabato i “Floating Piers” si apriranno al pubblico 24 ore su 24, saranno gratuiti fino al 3 luglio.

Un evento che già ha fatto scrivere i quotidiani più celebrati e diffusi, dal New York Times, all’Observer, ai giornali di Shangai e Pechino, per non parlare delle tv di tutto il mondo. Oggi Christo, l’artista bulgaro-americano, l’inventore della passerella galleggiante che farà camminare la gente sulle acque, ha spiegato nella conferenza per la stampa estera, che si tratta solo di “un materiale”, uno speciale telo tedesco che muta colore dal giallo-dalia al rosso e fin all’argento, a seconda delle ore del giorno e della stagione, sensibile all’umidità, ai riflessi del sole, alle onde.

«Un processo studiato a lungo», spiega l’instancabile Christo, ormai rauco per le troppe conferenze, «reso possibile dalle nuove tecnologie, ma che vive di cose reali come l’incredibile umanità che qui ha vissuto e lavorato con me, e questi monti, il lago, l’aria e i ristoranti dai cibi squisiti qui intorno; è un viaggio dentro tutto ciò».

Tuttavia il lato estetico, romantico e pittoresco di quest’installazione ambientale risulta stupefacente, specie ora che la si vede con il tessuto posato sui moli: ben 70.000 mq, sopra i 200.000 cubi (di 50×50 cm e alti 40 l’uno) in polietilene ad alta densità, connessi fra loro. Dieci ore ci sono volute ieri per scaricarne i sacchi dall’elicottero e disporle in modo da rendere sicura questa camminata che rammenta l’episodio evangelico.

Ora cominciamo a passeggiare sopra l’Isola di San Paolo, si gira intorno alla villa dei bresciani Beretta e si continua fino a Monte Isola, a Peschiera Migliora: la prima impressione, va ricordato per chi soffre mare e auto, è sempre di qualche perdita d’equilibrio, ma presto ci si abitua e si continua decisi, niente scarpe con tacco, proibite moto e vespe, consigliati giubbotti e impermeabili in questa stagione mutevole.

L’artista sulla passerella riferisce che il 13 giugno ha compiuto 81 anni, e che questo è stato il progetto più veloce in 50 anni di carriera, di norma ce ne vogliono almeno 5 dalla prima idea, che lui schizza nello studio di Manhattan tutto da solo, prima con l’adorata moglie Jeanne-Claude (scomparsa nel 2009). In seguito disegna, prepara modellini, foto, ma senza aiuti, senza cellulare e ci tiene a sottolinearlo, senza Internet.

I “Floating Piers” sono un progetto Anni ‘70 per far camminare la gente sull’acqua dalla terraferma, ma dopo i rifiuti dell’Argentina sul Rio de la Plata e del Giappone per un parco sul Golfo di Tokio, ecco solo qui l’autentico sortilegio: i permessi e la realizzazione di questo ciclopico lavoro in 2 anni.

«Ho capito che sono vecchio e avevo fretta, ho girato l’Italia che amo, prima il Lago Maggiore, poi quello di Como, ma dopo un breve giro a Monte Isola ho capito che il luogo giusto era questo, hanno approvato subito il progetto grazie al direttore, l’amico Germano Celant e al Presidente del Sebino Giuseppe Faccanoni»”. Da settembre a oggi hanno lavorato 250 persone, compresi 45 bravi e velocissimi studenti bulgari dell’Accademia dello Sport a Sofia.

Christo ama le sfide, è sempre ottimista e molto soddisfatto di quest’impresa, un mix di alta ingegneria e di Land Art, che richiama 500.000 visitatori, ma c’è già chi pensa al raddoppio, tempo permettendo. Per ora questi sono i numeri, almeno secondo la Sindaca di Sulzano, Paola Pezzotta: «50.000 presenze al giorno in arrivo, tutte le stanze di alberghi, case private, ristoranti già prenotati; qui ci sono 2000 abitanti, a Monte Isola circa 1800, dapprima erano molto perplessi ora sono in gran fermento, hanno riaperto i negozi chiusi, tutti si danno da fare, si è risvegliato un luogo assonnato da tempo».

E aggiunge che sono 12.000 i posti-auto remoti, con navette gratis che conducono appunto a Sulzano dove c’è la partenza, li prenotano on line solo coloro che vanno in battello, si accede dai pontili di Iseo, Sarnico, Lovere; ma è consigliato il treno che arriva diretto proprio a Sulzano e dopo 50 metri a piedi si è ai moli galleggianti.

All’Imponente il sistema di sicurezza anche Milano ha inviato 200 agenti, già esperti di Expo, in aiuto alla polizia di Brescia. Il costo dell’intera operazione si aggirerà alla fine tra 14-16 milioni di Euro. L’artista non si stanca di chiarire che si autofinanzia con la vendita di opere, progetti, foto, ha creato una Corporation e un gruppo di banche gli concede dei fidi.

Intanto anche l’Italia si è svegliata e sta scoprendo le meraviglie d’un lago che ispirò Dante Alighieri per la “Divina Commedia” e ammaliò Lady Mary Wortley Montague, la grande viaggiatrice e scrittrice britannica del ’700. Sabato è arrivato il ministro Dario Franceschini, ha subito twittato entusiasta del Sebino e della sua improvvisa celebrità globale; sono anche attesi personaggi del gran mondo internazionale, star e amici oltre che collezionisti di questo stratosferico artista già famoso fra i Nouveau Realistes degli Anni ’60, si parla di Leonardo di Caprio, di Johnny Depp e altri.

Sono in parecchi a lagnarsi della brevità dell’operazione, solo 16 giorni, ma è questa l’installazione più lunga dell’artista, di norma durano dai 2 giorni a una settimana, le sue azioni sono per loro natura effimere come accadeva agli Happening e Environment Anni ’60-’70: durano poco, scompaiono, restano nella memoria collettiva.

Peraltro dirottare i battelli, il traffico, e parte dell’attività del lago, non è cosa da poco e non si può esagerare. Un po’ come accadeva nella Roma barocca con le macchine teatrali scenografiche del Bernini e del Borromini, duravano poco ma ancora oggi si ricordano e si scrive di loro.

Del resto Christo già pensa al futuro, ad Abu Dabi e altro. Ma parla dell’unicità dei Floating Piers sul Lago d’Iseo. In Italia sono però già in molti a richiederli, magari a Firenze o Venezia e perché no? pure sullo Stretto di Messina, o in Sicilia per gli arrivi dei migranti.

(Fiorella Minervini, LaStampa.it, cc by-nc-nd)

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Foto Riccardo Palazzano cc-by-nc-sa 2.0

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