Un mondo multipolare, tra conflitto e cooperazione

g20-geopolitica_(flickr-cc-by)

Il Quantitative easing della Fed, l’invecchiamento demografico del Giappone, la Primavera araba e la minaccia di cambiamenti climatici sono eventi in apparenza distinti e distanti. Lo stesso vale per la politica monetaria di Mario Draghi, le elezioni presidenziali americane, il rallentamento dell’economia cinese, il rischio Brexit, il prezzo del petrolio, l’accordo sul nucleare con l’Iran.

In realtà sono fenomeni molto più intrecciati di quanto non sembri. I collegamenti tra politica monetaria, crescita economica e affari internazionali ci sono sempre stati ma oggi sono tali da aumentare esponenzialmente la difficoltà di comprendere i rapporti causa-effetto e di gestire efficacemente le crisi. Lo studio delle interdipendenze nel mondo attuale è quindi fondamentale per i policy-maker.

Il mondo semplice dei blocchi contrapposti

Complessità e interdipendenze sono aumentate rapidamente. Solo qualche decennio fa il mondo era più “semplice”. In politica estera, la netta contrapposizione tra i due blocchi della “guerra fredda” garantiva il mantenimento di un certo equilibrio. Le crisi erano in gran parte gestite con accordi, espliciti o di fatto, tra Washington e Mosca. In caso di conflitto, nemici e alleati erano facilmente identificabili.

In campo economico, la ripartizione era tra paesi industrializzati e in via di sviluppo. Gli Stati Uniti erano l’unica vera locomotiva che trainava l’economia mondiale attraverso importazioni di merci ed energia e gran parte del mondo finanziava i due grandi deficit americani.

I fattori di crescita erano chiari. Le decisioni della Fed le uniche veramente rilevanti, alle quali le altre Banche centrali si adeguavano. L’utilizzo delle leve tradizionali di politica monetaria a Washington determinava conseguenze in larga misura prevedibili sull’economia statunitense e mondiale. Anche in campo economico le crisi erano gestibili in gruppi ristretti come il G7.

Gli schieramenti erano definiti anche in campo energetico: da una parte i paesi produttori di petrolio e dall’altra quelli industrializzati importatori di energia. Molti dei primi erano organizzati nel cartello dell’Opec. I secondi, con grandi fabbisogni e poche fonti alternative, particolarmente vulnerabili ad aumenti del prezzo del greggio. Anche in questo caso, la realpolitik facilitava accordi e compromessi nelle situazioni di crisi che potevano incidere su prezzo e forniture di petrolio.

Bipolarismo, teoria dei giochi e comportamenti razionali

Nel mondo “semplice” dei blocchi gli attori erano pochi e si conoscevano bene. Politica estera e politica economica erano una sorta di partita a scacchi tra giocatori razionali. La fiducia reciproca era poca ma, prendendo a prestito la terminologia della teoria dei giochi, la “ripetizione del gioco” garantiva comportamenti razionali da parte dei giocatori.

La teoria dei giochi dimostra che un atteggiamento di cooperazione produce maggiori vantaggi rispetto a uno egoistico. A patto che ci sia fiducia reciproca tra gli attori, oppure che si abbia un approccio di lungo periodo (cioè che il gioco sia ripetuto più volte) che induca a comportamenti razionali.

Il dilemma del prigioniero – una delle versioni più semplici di game theory, applicato a economia, politica internazionale, strategia militare, ecologia – mostra come un comportamento egoista da parte dei giocatori arrechi un danno generale mentre, al contrario, un atteggiamento di cooperazione razionale sia la soluzione migliore per tutti.

Il presupposto è che tutti i “giocatori”, non solo uno, si comportino in modo cooperativo. Ciò è più facile che avvenga se i giocatori sono pochi, si conoscono reciprocamente e tendono a rimanere gli stessi nel tempo.

Dall’unica superpotenza al mondo multipolare
Con la fine della guerra fredda e un prolungato periodo di diffusa crescita economica cambiano gli equilibri politico-economici mondiali. Nell’arco di tempo tra le due date simboliche del 9 novembre 1989 (caduta del muro di Berlino) e dell’11 settembre 2001 (attacco terroristico al World Trade Center di New York), gli Stati Uniti sono l’unica superpotenza politica, militare ed economica a livello globale.

Continua la lettura su Affarinternazionali.it

__
Foto presidenciamx cc-by 2.0

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

novembre: 2017
L M M G V S D
« Ott    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google