Il ministro Padoan a Bratislava, col collega Kazimir parla di lavoro, evasione fiscale e governance UE

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Il ministro italiano dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan ha incontrato ieri a Bratislava il ministro delle Finanze slovacco Peter Kazimir. I due hanno discusso delle questioni relative alla Presidenza slovacca del Consiglio dell’Unione europea, di lotta contro l’evasione fiscale, di un rafforzamento dell’integrazione della zona euro, e di altre questioni come, ad esempio, delll’introduzione di una assicurazione di disoccupazione europea, la creazione di posti di lavoro, gli investimenti, la governance dell’UE, l’Unione bancaria. È stata argomento di discussione anche l’eventuale Brexit, che i sondaggi danno sempre più probabile e che toccherà in modo significativo la presidenza slovacca dell’UE. La riunione bilaterale è servita anche a Padoan per spingere sulle proposte per l’UE che stanno a cuore al governo italiano e che potranno essere parte dell’agenda del semestre slovacco alla guida dell’Unione.

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La collaborazione dei due paesi nella lotta contro l’evasione fiscale, tema chiave che riguarda la condivisione trasparente di informazioni a livello europeo e mondiale, è stato uno dei principali argomenti di discussione. L’Italia, ha detto Padoan secondo quanto riportato dal MEF, «intende portare avanti la voce dell’Europa nell’ambito del G20 per costruire soluzioni globali all’evasione internazionale. Più efficacia nel contrasto all’evasione significa disporre di più risorse complessivamente, che consentono di trovare un equilibrio migliore facendo pagare individualmente meno tasse». A tal proposito, Kazimir ha detto che il supporto d’Italia in quest’area è molto importante, perché l’Italia ha una voce ascoltata all’interno del G20, organizzazione che è cruciale se si vuole combattere efficacemente l’evasione fiscale.

Sulla questione dell’assicurazione di disoccupazione europea, Kazimir ha spiegato che serve un sistema universale per sostenere i paesi che si trovano ad affrontare una disoccupazione a breve termine e che rispettano le regole dell’Unione europea, non certo per dare aiuto a “paesi irresponsabili”. «Vorremmo creare uno strumento fiscale comune al fine di aiutare i paesi che si sono trovati in una certa fase [negativa, ndr] del ciclo economico. La disoccupazione è uno dei fattori che influenzano gravemente il potenziale di crescita economica. Non stiamo parlando di uno strumento che potrebbe essere abusato o permanentemente impiegato da paesi irresponsabili, ma di una combinazione di rispetto delle regole e creazione di opportunità per alleggerire i bilanci nazionali da spese legate ad un aumento della disoccupazione», ha spiegato Kazimir nella conferenza stampa dopo la riunione.

Secondo Padoan lo strumento assicurativo comune, che è stato proposto dall’Italia l’autunno scorso, permette, tramite risorse europee temporanee, di fare aggiustamenti che aiutano a «mitigare gli effetti di una crisi. Certo, accanto a a questa dimensione anticiclica c’è una dimensione strutturale sulla quale occorre lavorare per ridurre la disoccupazione, fra i giovani», un tema particolarmente caro all’Italia che in questo settore sta soffrendo molto.

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I due ministri delle finanze sono d’accordo nel dire che i sistemi fiscali dei singoli Stati membri dell’UE non dovrebbero essere in contraddizione l’uno con l’altro, ma al contrario convergere verso una parità di tassazione. Kazimir ha sottolineato che, nonostante l’elevato grado di armonizzazione dell’Imposta sul valore aggiunto (IVA) nell’Unione europea, ci sono ancora casi di massiccia evasione fiscale a causa di una mancanza di cooperazione tra Stati membri. La cooperazione aiuta ad evitare il fenomeno della frode fiscale a livello continentale. Si è discusso anche di tassazione sulle multinazionali, che devono essere costrette a pagare le tasse dove producono i profitti.

Sono fondamentali, ricorda il ministro slovacco, «trasparenza e scambio di informazioni tra le autorità fiscali», che purtroppo continuano a tenere troppe informazioni per sé soltanto, e questo è un ostacolo. Secondo Padoan è anche importante diminuire il fardello burocratico e amministrativo per le imprese in Europa, che lamentano una alta tassazione e un cumulo inutile di burocrazia.

Il ministro italiano ha affermato che «La crescita in Europa e in Italia è insoddisfacente, e la creazione di posti di lavoro è la priorità del governo italiano. Le istituzioni europee devono essere più sensibili a crescita e occupazione, oltre che a integrazione e stabilità».

Sulla governance europea, Padoan ha osservato che «serve impegno politico» per migliorarla, e «con Kazimir siamo d’accordo che l’Europa dev’essere parte dellla soluzione e non parte dei problemi dei cittadini europei. Perché ciò avvenga è necessario migliorare la governance e quindi ci vuole un impegno politico condiviso».

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Nel pomeriggio il ministro Padoan, questa volta nella veste di professore di Economia, ha tenuto in inglese una lezione magistrale presso l’Università Comenius di Bratislava, sul tema “A Shared European Policy Strategy and for Growth, Jobs and Stability”, che è la proposta strategica del governo italiano per il futuro dell’Unione europea, basata su lavoro, crescita e stabilità. Si tratta del documento sul quale si basa l’attuale politica del governo di Renzi nei confronti dell’UE, emesso nel febbraio di quest’anno, e che è rintracciabile sul sito Governo.it (anche in italiano) sotto il titolo “Il Documento italiano per l’Europa”.

Nella lecture Padoan presenta la sua visione degli elementi economici e delle politiche che possano garantire lo sviluppo economico e la stabilità in UE, tra cui il rafforzamento della politica di bilancio, l’Unione economica e monetaria e la creazione della carica di ministro europeo delle Finanze – una idea definita ‘visionaria’ da economisti presenti. A breve pubblicheremo un resoconto.

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Dopo la conferenza, che ha visto presente, oltre al pubblico accademico, la comunità imprenditoriale italiana e diversi diplomatici stranieri, il rettore Karol Micieta ha conferito al prof. Padoan la Medaglia d’Oro dell’Università Comenius.

(La Redazione)

Foto: finance.gov.sk, BSlovacchia, Amb. d’Italia, Uniba.sk

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