Caso Basternak: scoperti versamenti sospetti sui conti dei ministri Kalinak e Pociatek

pociatek-kalinak_(nrsr.sk)

Il ministro degli Interni Robert Kalinak – numero due del partito Smer-SD (a destra nell’immagine sopra) che guida la coalizione di governo e che ha passato indenne la scorsa settimana un voto di fiducia voluto dall’opposizione – è rimasto sorpreso dalla pubblicazione di informazioni di un suo conto bancario, al quale ha dato uno sguardo un impiegato di Tatra Banka (così scrive Dennik N), Filip Rybanic, che è anche assistente del deputato Jozef Rajtar del primo partito di opposizione, Libertà e Solidarietà (SaS). Rybanic ha anche visto le transazioni sul conto di Jan Pociatek (nella foto a sinistra), fino ad aprile ministro dei Trasporti, già ministro delle Finanze nel primo governo Fico (2006-2010). Si è così scoperto che i due ministri hanno ricevuto pagamenti da società legate al’imprenditore Ladislav Basternak, sospettato di frode fiscale a seguito dell’acquisto di sette appartamenti nel complesso Five Star Residence di Bratislava (vedi foto sotto). Secondo i sospetti dell’opposizione la transazione è stata fatta a un prezzo (12 milioni di euro) superiore a quello di mercato (e peraltro in contanti, secondo lo stesso magnate) al solo scopo di richiedere il rimborso IVA, come poi successo, per una somma pari a 2 milioni di euro.

L’Agenzia penale nazionale (NAKA) nel primo pomeriggio di venerdì ha arrestato Rybanic (e la sua casa perquisita) su denuncia della banca, essendosi occupato di conti sui quali non aveva autorizzazione. L’uomo è stato poi rilasciato nelle prime ore di sabato mattina. La polizia ha informato di aver dato via a una indagine sulla base della denuncia della banca, con l’accusa di infrazione del principio del segreto bancario, e di aver già interrogato le persone interessate.

fivestar-basternak_(bazar.sk)

Secondo il quotidiano Dennik N, che ha ricevuto informazioni sui due conti bancari, dal 2014 Kalinak ha ricevuto due pagamenti per totali 260.000 euro dalla società B. A. Haus, della quale Basternak era membro del Cda fino all’anno precedente. Le somme risultano avere come descrizione ‘rimborso di prestito’, e l’ultimo versamento risulta essere stato ricevuto il 2 maggio 2016. Questi movimenti bancari sono dunque in palese contraddizione con quanto dichiarato da Kalinak anche in Parlamento la scorsa settimana sui suoi rapporti con Basternak (e le aziende a lui riconducibili). Operazioni simili risultano in passato anche sul conto di Pociatek, il quale avrebbe detenuto un terzo del capitale della società in discorso nel 2008 e 2009, mentre era ministro delle Finanze.

Il leader di Libertà e Solidarietà (SaS) Richard Sulik ieri ha chiesto pubblicamente in conferenza stampa che il premier Fico licenzi immediatamente il ministro Kalinak. Sempre ieri – domenica – il ministro ha garantito, attraverso un messaggio emesso dal suo portavoce, di essere pronto a incontrare il Procuratore speciale Dusan Kovaci e spiegare la sua posizione. Kalinak dice anche di essere pronto ad affrontare questa “bugia mostruosa e informazioni non vere” pubblicate sui media sui suoi redditi illegali.

Intanto ha fatto capolino in questa storia anche il nome dell’ex ministro Pociatek, che già circolava da tempo a questo riguardo in diversi ambienti. La parlamentare Veronika Remisova di OLaNO-NOVA, secondo partito di opposizione, ha ricordato ieri che stranamente il caso della presunta frode di Basternak è stato riaperto dalla polizia il 13 aprile, lo stesso giorno, ha notato, in cui il neo presidente del Parlamento Andrej Danko (SNS) firmava il decreto per la sostituzione di Pociatek alla guida del ministero dei Trasporti (poi andato all’unico ministro del più piccolo partito della coalizione di governo – Roman Brecely di #Siet). «Abbiamo le prove», dice la Remisova secondo Tasr, «che Pociatek comprò il 33% delle quote di una ditta nominata B.A.Haus nel 2008». In base alle informazioni disponibili parte di tali azioni veniva dallo stesso Basternak, «il che significa che il ministro delle Finanze faceva affari con un uomo che è ora accusato di una vasta frode fiscale». Gli altri due terzi della società erano di proprietà di Basternak e della ditta Metis Consulting di Marek Turcan (persona che il leader di OLaNO Matovic dice essere il prestanome di Kalinak). La Remisova ha ripetuto le richieste al primo ministro Fico di mandare a casa il ministro Kalinak e di liberare il suo appartamento nel complesso di lusso Bonaparte, il cui proprietario è Basternak e davanti al quale l’opposizione ha organizzato domenica un raduno.

Deputati dell’opposizione non hanno escluso la possibilità di chiedere una nuova sessione straordinaria in Parlamento per cercare di licenziare Kalinak dal suo incarico.

Intanto il Procuratore speciale della Repubblica Slovacca Dusan Kovacik, dopo aver letto sui media nel fine settimane le diverse dichiarazioni di membri dell’opposizione, ha ordinato oggi, lunedì 13, al capo dell’Agenzia penale nazionale NAKA di prendere le iniziative necessarie nei confronit dell’accusa per i presunti crimini commessi dal Ministro degli Interni Robert Kalinak e dall’ ex ministro delle Finanze e dei Trasporti Jan Pociatek.

Oggi, dopo una seduta di tre ore del Consiglio di coalizione, il primo ministro Fico ha detto che i quattro soggetti della coalizione di governo – Smer-SD, Partito Nazionale Slovacco (SNS), Most-Hid e #Siet – hanno completamente fiducia nel ministro degli Interni, il quale ha prodotto «documenti che smentiscono le accuse fatte dall’opposizione. Kalinak ha informato il Consiglio che sarà lui a presentare tali documenti oggi ai media», ha osservato Fico, che si augura che gli inquirenti esamineranno i sospetti di frode fiscale del caso Basternak a fondo e nel minor tempo possibile, informandone poi i cittadini.

(Red)

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Foto: Five Star Residence – bazar.sk

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