A congresso quattro partiti, SaS e Sme Rodina riconfermano i leader Sulik e Kollar

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Sabato 11 giugno due partiti politici parlamentari hanno tenuto un congresso per il rinnovo delle cariche. Le elezioni del leader nel primo partito di opposizione Libertà e Solidarietà (SaS) non hanno portato ad alcun cambiamento, in quanto i delegati hanno riconfermato con un plebiscito (111 voti su 113 presenti) presidente il fondatore Richard Sulik, che non aveva concorrenti. L’unico che nelle scorse settimane aveva fatto ventilare la sua candidatura era stato il vice presidente (ex ministro del Lavoro) Jozef Mihal, che però si è ritirato dopo che Sulik ha anticipato la data del congresso. Invariata per il momento anche la struttura di vicepresidenza, che dovrà essere approvata dal consiglio nazionale di SaS nel corso di questo mese. Sulik si è detto soddisfatto della compattezza e unità del partito, un segnale forte e chiaro per gli elettori, ha detto, nonostante l’esistenza di alcuni «critici molto costruttivi». Anche Mihal ha elogiato la stabilità del partito – che in passato aveva subito una scissione perdendo molto consenso – una cosa, ha detto, che non si può dire della coalizione di governo.

Sulik ha detto che la sua priorità è rafforzare la cooperazione tra i partiti all’opposizione, dopo il recente accordo per un Consiglio di opposizione con i colleghi di OLaNO-NOVA che, ha ricordato, era la migliore decisione, nonostante non sia facile avere una relazione serena con il suo leader Igor Matovic. Non ha escuso nemmeno di poter collaborare con il partito Sme Rodina del magnate Boris Kollar, ma rifiuta di aprire un dialogo con Marian Kotleba e il suo LSNS di estrema destra. Sulik ha anche inviato gli auguri ai cristiano-democratici (KDH), che pure erano in congresso e dovevano votare un nuovo leader dopo la debacle delle ultime elezioni che li ha fatti uscire dal Parlamento per la prima volta dall’inizio degli anni ’90. Sulik ha detto che se mai ci sarà un governo di destra, avrà bisogno anche di un forte partito conservatore di destra.

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Anche il partito Sme Rodina di Boris Kollar, che oggi conta un gruppo parlamentare di 8 deputati, dopo l’espulsione la scorsa settimana di tre eletti che rimangono in aula come indipendenti, è andato a congresso sabato, e ha rinnovato la fiducia al leader attuale, che ha scelto quattro vice e ha confermato la linea politica dell’organizzazione, spiegando che rimangono in vigore le priorità espresse in campagna elettorale, ovvero: protezione della famiglia, leggi contro l’immigrazione, una Slovacchia forte e indipendente nei confronti dell’UE, e la protezione dei cittadini contro le persone non inserite nella società (un modo per riferirsi alle comunità rom, ndr). Kollar ha detto che il partito continuerà a collaborare con i principali partiti di opposizione, SaS e OLaNO-NOVA, con i quali non ha bisogno di firmare alcun contratto di cooperazione (vedi sopra Consiglio di opposizione, ndr).

Sabato era una data importante anche per il Movimento Cristiano-Democratico (KDH), orfano del leader Jan Figel dopo il crollo  inaspettato subito alle recenti elezioni. Già primo partito dell’opposizione nella precedente legislatura, KDH è finito il 5 marzo sotto la soglia del 5 per cento (4,94%) necessaria per entrare in Parlamento, e per la prima volta non è rappresentato nella camera parlamentare unica della Slovacchia indipendente. Un vero shock per un partito che aveva ambizioni di governo e che negli ultimi tre mesi è stato guidato da un reggente. Nelle elezioni di sabato è emerso come vincitore Alojz Hlina, con 233 voti dei 392 delegati, il quale ha promesso la costruzione di un partito conservatore moderno con caratteristiche di un vero partito popolare, sebbene ci sia da fare un po’ di pulizia nelle strutture del partito in alcuni distretti, dove i comportamenti di alcune persone non riflettono i valori cristiani. Hlina, che si è unito al partito solo recentemente dopo essere stato parlamentare eletto nelle file di OLaNO e che ha sconfitto altri quattro candidati, ha detto di non vedere l’ora di cominciare la battaglia nella società per riportare KDH alla popolarità. «Ci sono molte cose da fare e KDH ritorna in gioco. In Slovacchia c’è molto posto nell’area conservatrice, e noi occuperemo quel posto come conservatori», ha dichiarato. Tra i temi da trattare prioritariamente, secondo il nuovo presidente, vi sono l’agricoltura, le questioni dei rom e la protezione dei consumatori. I delegati hanno scelto anche tre vicepresidenti del movimento.

Infine, quarta e ultima formazione politica che ha tenuto un congresso sabato era il Partito della comunità ungherese (SMK), che ha scelto Jozsef Menyhart come nuovo leader con la fiducia di 180 delegati su 198. Menyhart era l’unico candidato, dopo il ritiro di altri tre concorrenti, tra cui il suo predecessore che si era dimesso dopo l’ennesimo flop elettorale del partito (il terzo di fila) con il 4,04%. La sua priorità sarà rivedere attentamente la piattaforma politica di SMK, con l’obiettivo di ritornare al più presto in Parlamento.

(La Redazione)

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