UE, si rafforzano i diritti per le coppie internazionali, la Slovacchia per ora sta a guardare

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Il Consiglio Giustizia e Affari interni dell’Unione europea il 9 giugno ha approvato una bozza di decisione che ha lo scopo di ottenere tra 18 Stati membri una cooperazione rafforzata sulle regole applicabili ai regimi patrimoniali per le coppie miste internazionali, sia per quelle sposate che per quelle che rientrano nell’ambito delle unioni registrate. Il consiglio ha in questo modo ottenuto un accordo politico su due regolamenti di applicazione accompagnatori che stabiliranno regole più chiare in caso di divorzio o di morte, e porranno fine a procedimenti eventualmente contrastanti fra di loro nei vari Stati membri (ad esempio sulle proprietà o i conti bancari) per le coppie composte da cittadini di diversa nazionalità. Quanto stabilito la scorsa settimana avrà effetto sulla vita di 16 milioni di coppie internazionali, che spesso si trovano a dover affrontare onerose procedure burocratiche e situazioni giuridiche poco chiare.

Non è tuttavia stato possibile raggiungere un accordo globale. Tra i diciotto Stati che vogliono andare avanti su questa strada vi sono tra gli altri Germania, Italia, Francia, Spagna, Olanda e Austria, ma anche Repubblica Ceca, Bulgaria, Slovenia e Croazia. Gli altri nove paesi, inclusa la Slovacchia (e con lei Polonia, Ungheria e i Paesi Baltici), non hanno aderito ma potranno farlo in qualunque momento. Entro fine mese l’Europarlamento voterà su questa risoluzione.

Per la Slovacchia era presente al vertice il ministro della Giustizia Lucia Zitnanska, che si è astenuta dal voto e per il momento ha scelto di non aderire all’accordo. Lei ha scritto in seguito su Facebook di essere dispiaciuta che «praticamente qualsiasi idea sulle unioni registrate in Slovacchia viene usata per scopi ideologici o per l’istigazione di sentimenti anti-europei». Ormai il 13% dei matrimoni in Unione europea riguarda una coppia internazionale, osserva il ministro, e «la maggior parte degli Stati membri riconosce non solo i matrimoni, ma anche le partnership registrate», ed è questa la ragione della proposta del Consiglio. Nel nostro Paese invece, ha concluso la Zitnanska, più volte si è gridato che approvare questo avrebbe comportato l’importazione “di contrabbando” delle unioni registrate nella legislazione slovacca.

(La Redazione)

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Foto marieangemat cc-by-nc-nd

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