L’Isis e la strategia dei “lupi solitari”

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Non è ancora chiaro se Omar Seddique Mateen, che sabato notte ha ucciso cinquanta persone in un locale gay di Orlando, in Florida, abbia agito per conto dell’Isis oppure se abbia dichiarato un legame con il califfato solo per dare pubblicità al suo gesto. In ogni caso, questo fa poca differenza per l’Isis che ha fatto della capacità di influenzare potenziali terroristi in ogni regione del mondo un tratto distintivo della propria strategia. Lo stesso portavoce dell’Isis, al-Adnani, ha incitato in occasione del Ramadan a colpire ovunque sia possibile, ribadendo la “legittimità” di azioni individuali per nome e conto del “califfato”.

Quella di Orlando è la terza occasione in cui un giuramento di fedeltà allo Stato Islamico è stato reso pubblico in occasione di un attentato negli Usa. Il precedente più famoso è quello di San Bernardino, in California, dove la coppia di terroristi, prima di entrare in un centro per disabili, avevano postato un giuramento di fedeltà all’Isis sulla propria bacheca Facebook. Una dinamica simile è avvenuta anche al Curtis Culwell Center di Garland (Texas), dove Elton Simpson aveva rivendicato su Twitter la propria appartenenza allo Stato Islamico prima di sparare contro una riunione di disegnatori satirici in cui venivano esposte vignette sul profeta Maometto.

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Foto: Twitter/CNN

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