Perché il Regno Unito deve restare nella Ue

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[Di Stefano Stefanini] – Navigando senza bussola, Europa e Usa si avvicinano a due passaggi decisivi: il referendum Gb del 23 sull’Unione e il voto americano dell’8 novembre fra Clinton e Trump. Entrambi rischiano di spaccare dall’interno la tenuta di un Occidente cui non mancano certo le minacce e le sfide esterne, dalla Siria alla Russia, dallo Stato Islamico alla Cina. Come sempre il nemico peggiore è quello dentro. Ecco perché bisogna averne paura.

Si parla ma non ci si preoccupa abbastanza di Brexit e di Trump. In Italia, il presidente del Consiglio pensa al fronte interno, mentre va al secondo turno delle amministrative col referendum costituzionale d’autunno in mente; i ministri Padoan e Calenda danno fiato alla timida ripresa, i ministri Gentiloni e Pinotti palleggiano la bollente patata libica. Giusto. Fra cinque mesi (che passano presto) avrebbero esattamente gli stessi problemi, referendum a parte, con in più un’Ue assorbita nel divorzio (riottoso, costoso e lungo) da Uk e alla soglia di una presidenza Trump oltreoceano.

Sia l’ingresso di Trump alla Casa Bianca che l’uscita del Regno Unito dall’Europa segnerebbe un punto di non ritorno. A Cannes, George Clooney ha detto che Donald Trump non sarà presidente degli Stati Uniti. In E. R. – Medici in prima linea – non sbagliava mai una diagnosi, ma è passato un po’ di tempo.

I sondaggi su Brexit oscillano sul filo del 40% pro e 40% contro. Decideranno gli indecisi. Chi vota per l’Ue vota con ragione e lucidità, i Brexiteers con passione e frustrazione. Poco tranquillizzante. Per di più i sondaggi sono falsati quando gli intervistati mentono perché si vergognano d’ammettere cosa faranno nel chiuso dell’urna.

Brexit e Trump sono disastri annunciati ma evitabili. L’esito è democraticamente nelle mani degli elettori britannici e americani. Il resto dell’Occidente non vota ma può farsi sentire. Le nostre voci, preoccupazioni, sensibilità pesano nella rete delle interdipendenze e dei social media; i nostri governi sono legati a filo doppio. Anche il resto del mondo teme il duplice rischio Brexit-Trump. Con qualche miope eccezione intorno alle mura del Cremlino, il nervosismo si avverte da Pechino a Santiago. Ma sarebbe l’Occidente in primis a perdere, buttando alle ortiche i suoi punti di forza: l’unione dell’Europa e la comunità atlantica. Imperfetta la prima, increspata la seconda, rimangono queste le nostre fondamenta.

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Foto kalyan3 cc-by-nc-sa

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