Energie rinnovabili: 11 paesi europei in ritardo

“L’energia rinnovabile in Europa. Una crescita recente con effetti a catena” è il rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente che fa il punto sul livello di sviluppo negli Stati europei. Undici paesi sono rimasti al di sotto dei tassi previsti dai piani energetici nazionali e dovranno accelerare per centrare gli obiettivi entro il 2020.

energia rinnovabile (foto_caveman_92223@flickr)

Il Rapporto, sulla base dei dati analizzati e delle proiezioni, verifica quali sono state le fonti di energia fossili sostituite dalle fonti rinnovabili (FER) e qual è il grado di sviluppo delle rinnovabili in Europa e nel resto del mondo.

Nell’UE la quota di energie rinnovabili nel consumo energetico finale è progressivamente cresciuta fino a toccare il 15.2% del 2014, un incremento maggiore di quanto previsto dallo Spazio Economico Europeo.

A livello degli Stati membri le quote di FER variano da oltre il 30% di energia finale lorda al consumo in paesi come la Finlandia, Lettonia e Svezia, a meno del 5% in Lussemburgo (3,6%), Malta (3,8%) e Paesi Bassi (4,5%).

In 11 paesi il consumo di energia da fonti rinnovabili nel 2013 è stato inferiore a quello che era previsto nei loro Piani energetici nazionali (NREAPs). Ciò significa che quasi la metà dei paesi avrà bisogno di incrementare il tasso di crescita per raggiungere gli obiettivi previsti al 2020.

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Foto Chuck Cocker cc-by-2.0

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