Russia, il comunismo si aggiorna per il XXI secolo

spilla-pionieri-comunis_Wikimedia-Commons unione sovie

Due notizie arrivate nei giorni scorsi sui media internazionali raccontano come i comunisti russi del KPRF, eredi non pentiti del PCUS, stiano cercando modi per non cadere nell’oblio e anzi rinnovare la propria immagine affrontando la modernità e tentando di reclutare i giovani elettori. A fine maggio Anna Zafesova su La Stampa raccontava della proposta del segretario del Partito Comunista della Federazione Russa Vadim Soloviov, deputato della Duma (la camera bassa del parlamento di Mosca), di mettere il brevetto, 100 anni dopo la Rivoluzione d’Ottobre, sulla stella rossa – simbolo storico dell’URSS e dell’Armata Rossa.

L’idea è che la stella rossa sia dei russi, e nessuno la deve poter usare per scopi commerciali al di fuori della Russia, tanto meno le multinazionali occidentali. E così marchi come Heineken, San Pellegrino, Converse o i grandi magazzini americani Macy’s, che hanno una stella rossa nel loro brand, sono avvertiti. Le aziende nazionali, invece, potranno usare la stella senza restrizioni. Un divieto che, semmai fosse accolto, avrebbe comunque valore soltanto entro i confini russi.

Immagine in alto: la stella rossa in una spilla dei Pioneri sovietici con Lenin e il motto “Sempre pronti”. Sotto: la stella rossa di San Pellegrino

La stella rossa, scrive Zafesova, era stata espunta da qualunque simbologia araldica della Federazione Russa, «salvo resistere sulla bandiera delle forze armate, tornata rossa per volere di Putin, che ha anche ripristinato il vecchio inno dell’Unione Sovietica». E così anche falci e martelli, Lenin e altri simboli del passato trovano una nuova primavera e di essi si fa grande sfoggio almeno  nella parata nazionale sulla Piazza Rossa del Victory Day. Proprio il contrario dell’Ucraina, dove invece «si lavora di pennello e scalpello per cancellare ogni riferimento al comunismo dalla toponomastica e dall’architettura» (vedi).


Le stelle rosse sulla bandiera delle Forze armate della Federazione russa

lenin_(© Igor Petrygin-Rodionov)

Lenin catapultato nel XXI secolo © Igor Petrygin-Rodionov

E in vista delle prossime elezioni alla Duma, in programma per l’autunno, non mancano le sorprese – sempre provenienti dai “comunisti non pentiti”. La prima, e spettacolare, è il recupero di Lenin (ovvero Vladimir Il’ič Ul’janov), che sarà usato nella campagna elettorale con una immagine totalmente contemporanea e giovanilistica. Un Lenin giovane e sexy, completamente calato nel XXI secolo, che indossa t-shirt e jeans, ha un grosso orologio al polso e un laptop sotto braccio, accompagnato da una bella ragazza con in mano uno smartphone. Tranne i jeans, abbondano il rosso e i simboli comunisti. Accanto a loro un Karl Marx che però rimane vecchio sebbene vesta in modo moderno. Il nuovo look del leader bolscevico esce dalla matita di Igor Petrygin-Rodionov, artista principale del partito comunista.


Foto via Reddit

Nel frattempo nella città di Penza (mezzo milioni di abitanti nella Russia europea) i compagni vogliono ripristinare il “marchio” di Stalin, convinti di poter raccogliere più voti: hanno installato un busto del leader (o meglio dittatore) georgiano e chiesto il ripudio  del noto rapporto segreto che Krusciov fece al XX congresso del Pcus nel 1956, quando il nuovo leader sovietico smascherò a pochi anni dalla sua morte il “culto della personalità” perpetrato da Stalin (vedi).

(PS)

 

 

__
Immagine © Igor Petrygin-Rodionov (via RT.com)

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

novembre: 2017
L M M G V S D
« Ott    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google