Madaric: “potrei lasciare se non passa l’aumento del canone per radio e tv”

marekmadar

Lunedì in una conferenza stampa il ministro della Cultura Marek Madaric (Smer-SD) ha espresso le sue opinioni sugli aumenti del canone radiotelevisivo per rimpolpare il bilancio dell’emittente pubblica RTVS. Se una si dovesse riuscire a mettere in campo l’aumento, ha avvertito il ministro, non posso fare altro che rispondere in modo responsabile, inclusa la possibilità di rassegnare il mio mandato, ha detto. Per il momento, il progetto di legge – che intende portare il canone, addebitato a tutti gli intestatari di una utenza elettrica, da 4,64 a 7 euro al mese – verrà lasciato all’esame interdipartimentale per i commenti dei diversi ministeri, ha detto Madaric, che si è detto disposto a prendere in considerazione critiche costruttive. Ma lui è anche pronto a portarlo a una prossima riunione del consiglio dei ministri, anche se ci sono parti dissenzienti.

Il provvedimento è avverso dal Partito Nazionale Slovacco (SNS), che nei giorni scorsi ha fatto sentire la sua voce attraverso il leader Andrej Danko e il deputato Anton Hrnko. SNS non condivide la misura se non si tiene conto delle sue richieste sulla programmazione complessiva delle reti radio e televisive di RTVS. D’altro canto, gli altri tre soggetti della coalizione di governo – Smer-SD, Most-Hid e #Siet – sono sostanzialmente d’accordo con il disegno di legge, che del resto agisce in ottemperanza a quanto concordato nell’accordo di coalizione poi sfociato nel manifesto di programma dell’esecutivo approvato in Parlamento. Questo è di fatto il primo scontro tra le forze di governo insediatesi dopo le elezioni del 5 marzo.

Madaric ha ammesso di essere rimasto sorpreso dalla presa di posizione dei rappresentanti di SNS alla seduta del consiglio di coalizione di venerdì 3 giugno, dove il quartetto di partiti si presenta con tre rappresentanti ciascuno, oltre al premier Robert Fico. E ne ha contestato i modi, attraverso i media anziché in un faccia a faccia, oltre a non condividere i contenuti delle critiche, che ritiene in generale vaghe o sbagliate.

Il ministro si è rifatto a una potenziale violazione del manifesto del governo dicendo che questo documento, più volte confermato, include l’impegno a garantire un adeguato finanziamento alla Radio e Televisione della Slovacchia (RTVS). Pertanto non è giustificabile, dice, che alleati di coalizione si comportino in modo da «violare de facto quanto concordato nel manifesto».

SNS ritiene che prima di passare ad aumentare il canone si detta sottoporre l’emittente RTVS a significative riforme interne e aggiustamenti in modo che possa diventare un vero e proprio fornitore di contenuti del servizio pubblico nazionale slovacco. SNS ha accennato ad esempio ai notiziari, ma anche allo stile e al linguaggio utilizzato da giornalisti e presentatori. Il partito ha anche criticato la distribuzione dei fondi per le produzioni audiovisive che ritiene sproporzionata e non giustificata.

(Red)

Foto nrsr.sk

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