Parlamento: Boris Kollar espelle tre suoi parlamentari

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Ieri il partito di opposizione Sme Rodina ha espulso dal suo gruppo parlamentare, con l’accusa di non contribuire attivamente al lavoro del partito in Parlamento, tre dei propri deputati – Martina Šimkovičová, Peter Marček e Rastislav Holúbek – e ha inoltre invitato la Šimkovičová, che non è iscritta al partito, a rinunciare al suo mandato dicendo che lei in una sessione nel mese di maggio ha votato per il collega Holúbek, cosa vietata dalle regole parlamentari. Holúbek e Marček, che erano membri a pieno titolo, sono stati anche espulsi dal partito.

Con questa operazione Sme Rodina (Siamo una famiglia) è ora composto da 8 deputati, il numero minimo per poter mantenere un gruppo al Parlamento slovacco. Il leader Boris Kollár ha spiegato in una conferenza stampa che i tre espulsi, che da un poì erano nel mirino, in genere non frequentano le riunioni del partito, che si svolgono prima della votazione in aula e nel corso delle quali gli altri membri di Sme Rodina si trovano d’accordo su come votare. E non seguivano la disciplina di voto del resto dei colleghi. Kollar è ieri scusato con gli elettori per aver inserito lelle liste elettorali persone che non si attengono alla linea di partito.

I tre parlamentari rigettati sono ora divenuti deputati indipendenti, ma sembra difficile che, come molti organi di stampa avevano notato, possano entrare a far parte del partito di governo #Siet, rinforzando la maggioranza di coalizione che sostiene il governo. Sebbene Kollár abbia confermato che i tre parlamentari stanno discutendo la possibilità di unirsi a #Siet, diversi funzionari di questo – dal presidente Prochazka al vice Hrnčiar lo hanno escluso. Nelle ultime ore, tra l’altro, alcuni deputati di #Siet hanno protestato contro questa eventualità. L’arrivo di un rincalzo per il più piccolo dei partiti di governo sarebbe stata una buona notizia per #Siet, che potrebbe costituire un suo gruppo parlamentare, cosa non possibile fino ad oggi perché ha subito la fuga di tre dei suoi una volta accettato il patto di governo con lo Smer di Robert Fico.

Dal canto loro, il trio di espulsi ha detto che tra le ragioni dei loro disaccordi con la linea del partito vi sono le ‘sparate da matto’ del leader Boris Kollar e l’influenza che ha su di lui il deputato Milan Krajniak. Secondo Marček, la decisione di Kollár di espellerli non fa che confermare che il leader di Sme Rodina è un nevrotico che non riesce a controllare il suo temperamento. «Non c’erano divergenze di programma tra noi tre e Kollár, ma non concordiamo con le sue dichiarazioni volgari e il fatto che egli è essenzialmente stato ridotto a una mascotte partito, mentre la vera mente dietro le quinte è Milan Krajniak», ha detto Marček in una conferenza stampa secondo quanto riportato da Tasr. Marček ha aggiunto che qualunque opinione negativa può essere espressa in un linguaggio educato e ha definito Krajniak un religioso fondamentalista e uno studiato manipolatore. Del resto, dice il parlamentare, il fatto che Sme Rodina non sia stato invitato a unirsi al consiglio dell’opposizione, composto da SaS e OLaNO-NOVA, era un segnale chiaro che se non si cambia registro e tono non saremmo stati trattati come partner in aula. Marček ha citato, scrive Tasr, anche il fatto che non siano ancora state create strutture regionali del partito, cosa che dà fiato a chi dice che si tratta di una formazione che vuole durare nel tempo e conferma un sondaggio nel quale il 57% considera Sme Rodina un partito anti-sistema, ancora più dell’LSNS di estrema destra di Marian Kotleba – il che è tutto dire.

(Red)

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Foto: Facebook.com/Smerodina

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