I Panama Papers arrivano al Parlamento Europeo

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I documenti relativi a oltre 200.000 società offshore e ai loro proprietari segreti, tra cui molti politici e celebrità, saranno il fulcro di un dibattito di una commissione d’inchiesta decisa ieri dal Parlamento Europeo e che riguarderà le misure comunitarie già esistenti contro l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro per verificarne la loro efficacia. La commissione sarà composta da 65 membri e avrà dodici mesi per presentare la relazione finale.

Nel frattempo, la coppia di commissari UE Dombrovskis e Hill mette sul tavolo un pacchetto di proposte che prevedono l’obbligo per tutte le grandi multinazionali che operano in Europa di rendere pubbliche le informazioni sul luogo in cui realizzano gli utili e quello in cui pagano le tasse, fornendo i dati paese per paese. Le norme interesseranno circa 6.500 imprese con un fatturato di oltre 750 milioni di euro. Le imprese sarebbero inoltre tenute a comunicare l’ammontare complessivo delle tasse che pagano fuori dall’UE, fornendo informazioni specifiche per le imposte versate nelle giurisdizioni fiscali problematiche (i “paradisi fiscali”).

Le informazioni sarebbero rese disponibili, per un periodo di cinque anni, su un sito internet della società, in modo che chiunque fosse interessato possa sapere dove pagano le tasse le multinazionali. Per far sì che le imprese europee non siano le uniche a dover sottostare a tali obblighi, le stesse norme sarebbero applicate anche alle grandi filiali di imprese non europee che operano in Europa.

(La Stampa cc-by-nc-nd)

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