Bruxelles: nuovo richiamo ufficiale alla Polonia sullo stato di diritto

BeataSzydlo_Polonia_(CC0-Publicdomain)

La Commissione europea, dopo mesi di «colloqui costruttivi» iniziati lo scorso 13 gennaio ha inviato alla Polonia un richiamo ufficiale sul rispetto dello stato di diritto. Come ha spiegato il vicepresidente Frans Timmermans, «nonostante le discussioni proficue e costruttive con il governo, non è ancora stata trovata una soluzione» ai problemi sollevati da Bruxelles. Si tratta in particolare di questioni legate alla riforma della Corte costituzionale e alla legge sui media che secondo la commissione rappresentano un «rischio sistemico allo stato di diritto». «La Commissione non intende essere coinvolta nel dibattito politico interno in Polonia, ma è sua responsabilità garantire che tutti i paesi Ue rispettino lo stato di diritto», ha spiegato. La decisione di oggi rappresenta «un giro di vite», ha detto, e punta a proseguire il dialogo «per aiutare la Polonia a trovare una soluzione»

L’atto – mai messo in pratica fino ad oggi – apre di fatto la procedura di infrazione ed introduce il rischio di sanzioni europee contro Varsavia.

Timmermans ha indicato che rispetto alla legge polacca sono «tre le questioni» aperte: la composizione della Corte costituzionale, la pubblicazione ed il rispetto delle sue sentenze e gli atti che la riguardano.

Dopo la vittoria – alle elezioni dello scorso ottobre – del partito conservatore Pis (Diritto e giustizia), il governo guidato da Beata Szydlo ha approvato una riforma che gli permette di nominare direttamente in giudici della Corte Costituzionale.

Gli esperti legali Consiglio d’Europa hanno concluso che la riforma viola lo stato di diritto, la democrazia e i diritti umani.

(Monica Perosino, LaStampa.it cc-by-nc-nd)

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Vedi anche l’articolo su EuNews.it

 

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Foto CC0/Public domain

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