Il ministro della Cultura aumenta il canone radiotelevisivo

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Un progetto di emendamento alla legge sui diritti di licenza che il ministero della Cultura ha sottoposto a consultazione pubblica vuole aumentare da gennaio 2017 il canone per il segnale radio e tv pubblico a 7 euro al mese, e 3,50 per i pensionati. Gli 84 euro annui a famiglia rappresentano un rincaro del 51% rispetto ai livelli odierni, che sono fissati, da 13 anni a questa parte, a 4,64 euro al mese, e 2,32 euro per i pensionati. I disabili e le persone socialmente svantaggiate rimarranno esenti.

L’obbligo di pagare il canone è imposto a tutti gli utenti della bolletta elettrica, che posseggano o meno radio o televisione.

Con l’aumento della tassa l’ente radiotelevisivo pubblico RTVS incasserà 36,68 milioni di euro in più nel 2017, e il contributo statale all’azienda passerà dagli attuali 72 a oltre 109 milioni all’anno, cui va aggiunta la raccolta pubblicitaria.

Le tasse radiotelevisive aumentano anche per gli imprenditori, in base al numero di dipendenti: da 3 a 9 impiegati si pagheranno 7 euro al mese, mentre i datori di lavoro con un numero di dipendenti tra 50 e 249 pagherà 120 euro al mese.

Per giustificare l’aumento il ministero cita il livello del canone in altri paesi, tra i quali la Croazia (125,75), la Slovenia (153) o la Repubblica Ceca (78,44), ma anche l’Italia (113,50 euro), e altri paesi dell’Europa occidentale. Per non parlare dei 282 euro che si pagano nella vicina Austria.

Mentre gli esperti ritengono che l’aumento porterà a un incremento degli inadempienti, RTVS annuncia l’offerta di una nuova programmazione TV che combinerà sport, notizie e altri contenuti. Il ministero ha detto che le tasse aumenteranno in modo graduale.

(Red)

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