Il ministro dell’Economia ammette che forse servono altri soldi per Mochovce

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Il ministro dell’Economia Peter Ziga, che ha tra le sue competenze anche l’energia, ha confermato l’altro ieri dopo la riunione del governo le voci della necessità di aumentare ancora il budget per il completamento delle unità 3 e 4 della centrale nucleare di Mochovce. E ha informato che la questione sarà trattata da un consiglio di esperti, che saranno chiamati a valutare l’aumento del finanziamento sia necessario e giustificato.

Secondo il quotidiano Hospodarske Noviny sono necessari altri 500 milioni di euro, che porteranno l’investimento totale per la centrale a circa 5,1 miliardi di euro. Al momento la società elettrica Slovenske Elektrarne controllata da Enel, che gestisce i lavori alla centrale, non ha confermato né smentito la cosa, e nemmeno ha risposto alle domande su una possibile dilazione del termine di conclusione dell’opera, ha scritto ieri il sito specializzato vEnergetike.sk. La portavoce della società, dove lo Stato è presente al 34%, ha solo detto alcuni giorni fa che gli esperti nominati dai due soci «stanno attualmente lavorando su una valutazione dei rischi di progetto», spiegando che una volta conclusa l’analisi saranno pubblicati i risultati.

Questo aumento degli stanziamenti sarebbe il quarto nella storia del progetto, passato dai 2,8 miliardi iniziali a 3,8 e poi 4,6 miliardi di euro nel novembre 2014. Ogni aumento, ricorda il sito, è stato sempre accompagnato da un rinvio. Ad oggi comunque non ci sono informazioni ufficiali di un differimento dell’opera, e per il momento le scadenze rimangono il primo trimestre 2017 per l’entrata in servizio commerciale del terzo blocco nucleare e dodici mesi più tardi per il quarto.

Secondo i dati pubblicati di recente sul sito web di Slovenske Elektrarne, il terzo blocco è attualmente al 91,4% del suo completamento (era all’80% alla fine del 2015). Mentre il quarto sarebbe a quasi il 74% (a fine 2015 era al 60%).

il completamento di Mochovce è ancora in carico a Enel, che sta cedendo metà della sua quota di maggioranza del 66% in SE al gruppo energetico ceco EPH. Una volta conclusi i lavori Enel potrà cedere anche la seconda quota liberandosi dell’investimento fatto nel 2006.

(Red)

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Foto: Mochovce / da video seas.sk

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