Il gasdotto Eastring cruciale per la sicurezza energetica della Slovacchia

Eastring gasdotto

Il progetto di gasdotto Eastring, che dovrebbe connettere la Slovacchia con i Balcani, rafforzerà la sicurezza energetica del paese e permetterà di approvvigionarsi di gas da altre fonti se si dovessero chiudere i flussi che dalla Russia attraversano Ucraina e Slovacchia, ha detto il ministro dell’Economia Peter Ziga (Smer-SD) in una intervista all’agenzia Tasr. Ziga si riferiva al raddoppio del gasdotto Nord Stream, che collega direttamente Russia e Germania con un percorso sul letto del Mar Baltico e che per escludere l’Ucraina lascerebbe a secco le tubature del gasdotto Bratstvo (Fratellanza, inaugurato quasi cinquant’anni fa) che attraversa da est a ovest tutto il paese.

Ziga ha sottolineato come il progetto Eastring, sviluppato dalla stessa società slovacca Eustream che gestisce la trasmissione del gas, sia il modo migliore (anche in termini economici e di tempi di realizzazione) per risolvere le oggi inesistenti o insufficienti interconnessioni per il trasporto del gas nell’Europa sudorientale. In caso di stop alle forniture dirette dalla Russia, la Slovacchia potrebbe attraverso l’Eastring approvvigionarsi dal Caucaso, per esempio.

Il progetto è entrato nel novembre 2015 nell’elenco dei progetti di interesse comune (PIC) della Commissione europea, e il suo costo – si stima tra 1,5 e 2 miliardi di euro – potrebbe essere cofinanziato dalla Banca europea per gli investimenti (BEI).

gasdotti_(foto-eustream.sk)

Ha parlato dell’Eastring in questi giorni anche Jan Klepac, capo della Slovak Gas and Oil Association in una intervista a Tablet.tv. Il contratto in essere tra la Gazprom russa e la compagnia di stato ucraina Naftogaz per la trasmissione del gas scade nel 2019, ha detto Klepac, pertanto il Nord Stream 2 è un segnale chiaroche la Russia ha davvero serie intenzioni di chiudere i rubinetti a Kiev, lasciando a secco anche il resto della condotta, Slovacchia compresa. È dunque forte interesse del paese concentrarsi su percorsi alternativi come l’Eastring, che prevede l’interconnessione di diverse reti di gasdotti già esistenti e permetterà un domani di poter ricevere gas, ad esempio, dall’Azerbaigian, e in seguito anche da Turkmenistan o Iran. Si tratta di un progetto di vitale importanza per l’UE, così come per la Slovacchia, ha sottolineato Klepac. Che non ha mancato di ricordare che la Slovacchia ha molto da perdere dalla messa in opera del Nord Stream: gli introiti per il passaggio del gas russo verso l’Europa vale infatti un fatturato di 700 milioni di euro che rischia di essere azzerato di qui a pochi anni. Inoltre, il paese verrebbe messo ai margini del settore del gas in Europa, perdendo il ruolo centrale che ha oggi.

Un documento approvato dal governo nella sessione del 4 marzo, ha scritto Tasr, nota che il gasdotto Eastring dovrebbe essere messo in esercizio commerciale entro la fine del 2018. La sua capacità tecnica nella fase iniziale sarà di 20 miliardi di metri cubi, che saranno ampliati a 40 miliardi nella fase finale. A seconda della decisione finale sulla sua rotta, la lunghezza del gasdotto dovrebbe variare tra 744 e 1015 chilometri.

(La Redazione)

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Foto Eustream.sk

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