OMS: in Slovacchia troppe morti evitabili, necessario puntare alla prevenzione

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Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ci sono circa 2.000 persone che ogni anno muoiono in Slovacchia, a causa della negligenza nella prevenzione e nell’assistenza sanitaria insufficiente. Insieme con l’Estonia e l’Ungheria, la Slovacchia ha uno dei più alti tassi di mortalità evitabile nei paesi dell’OCSE. Lo ha detto la responsabile dell’ufficio OMS slovacco Darina Sedlakova a una conferenza organizzata dall’assicuratore sanitario Union a Bratislava, sottolineando come i risultati di Polonia e Repubblica Ceca siano migliori di almeno un terzo.

Rispondendo a questo, il ministro della Salute Tomas Drucker (Smer-SD) ha dichiarato di voler cambiare le cose durante il suo mandato, e ha additato i mancati cambiamenti sistemici degli anni scorsi come causa principale della mortalità evitabile, che lui punta a dimezzare entro il 2020.

La Sedlakova ha ricordato che l’obiettivo è ambizioso, ma è necessario da subito mettere in atto tutti i meccanismi diretti alla prevenzione, in particolare verso i gruppi di popolazione più vulnerabili, anche tramite appelli e campagne pubbliche di informazione. La rappresentante dell’OMS in Slovacchia ha sottolineato l’importanza di regolari check-up preventivi, e di screening, visite gastroenterologiche, mammografie e controlli ginecologici, che possono aiutare a scoprire le malattie nella loro fase iniziale, quando sono ancora curabili.

Secondo le statistiche, meno del 50% degli slovacchi si sottopongono a controlli preventivi su base regolare, mentre circa il 30% è soggetto a esami specialistici. La Sedlakova vorrebbe che almeno il 60% della popolazione andasse a controlli preventivi regolari, una percentuale simile a quella dei paesi più avanzati. Il fatto è che gli slovacchi stanno invecchiando e sono sempre più soggetti a malattie croniche come disturbi cardiovascolari, tumore e malattie metaboliche. Già oggi in Slovacchia abbiamo 900.000 persone oltre i 64 anni, ha detto, rimarcando l’importanza di puntare a lungo termine sulla cura del paziente.

(Red)

Foto pixabay CC0

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