Sulik annuncia dimissioni da leader di SaS e si ricandida a presidente

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L’europarlamentare Richard Sulik ha annunciato in una conferenza stampa il 16 marzo che si dimetterà dalla carica di presidente del partito Libertà e Solidarietà (SaS) al un congresso straordinario dell’11 giugno, ma solo per correre di nuovo alla rielezione nel movimento che lui ha creato nel 2009 e che alle ultime elezioni due mesi fa ha ottenuto oltre il 12% e 21 deputati, diventando il secondo partito del Paese e il primo della destra. Sulik ha spiegato la mossa come reazione alle discussioni sui media che stanno danneggiando il partito, e non ad una divisione all’interno dello stesso. SaS è già passato da una scissione nel 2014, quando alcuni rappresentanti di rango se ne sono andati in contrasto con la linea decisa dal capo.

Se non dovesse essere rieletto per un altro mandato di quattro anni, Sulik ha assicurato che rimarrà comunque nei ranghi e sarà fedele al nuovo leader.

Sulik, uno degli autori della riforma fiscale del 2004 che portò all’introduzione della flat tax in Slovacchia, è leader del partito sin dal 2009 e dopo il bel risultato elettorale era stato considerato come possibile futuro primo ministro di una coalizione di governo di centro-destra. Ma la cosa non si è avverata, e il premier uscente Fico è riuscito a mettere insieme una coalizione multicolore con i socialisti di Smer-SD, i nazionalisti di SNS, i conservatori di Most-Hid e i riformatori di #Siet. Quando ha visto nulle le speranze di formare un governo di destra, Sulik si è dimesso da deputato, tenendo la sua poltrona all’Europarlamento.

Oltre a Sulik, candidato alla presidenza di SaS è il vice ed ex ministro del Lavoro Jozef Mihal, ma potrebbe nei prossimi giorni uscire allo scoperto anche un altro vicepresidente, Lubomir Galko, già ministro della Difesa nel governo Radicova (2010-2012), come Mihal. Il partito, che avrebbe dovuto rinnovare il presidente solo l’anno prossimo, si era fortemente diviso nel 2014 quando lasciarono l’ex capogruppo Jozef Kollar e gli ex ministri Daniel Krajcer e Juraj Miskov. Questi ultimi si sono presentati alle ultime elezioni generali con il partito Skok, non arrivando nemmeno all’1% dei voti, molto meno del necessario (5%) per ottenere seggi.

A quanto pare la mossa di Sulik ha preso di sorpresa gli altri membri del partito. Contraria a un congresso così anticipato si è dichiarata ad esempio Lucia Nicholsonova (SaS), vice presidente del Parlamento. E Mihal, che aveva annunciato la candidatura ad aprile, ha detto che la situazione che si è creata non è incoraggiante, e non è sicuro di riuscire a prepararsi come vorrebbe per l’11 giugno. La Nicholsonova ritiene ingiusto il gesto di Sulik, dato che si sarebbe aspettata una gara onesta tra più candidati, una cosa che ora non è certa che possa essere fatta in poche settimane.

(Red)

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