Parlamento UE: proteggere l’interesse dei minori nei casi transfrontalieri

bambini infanzia (foto Lubs Mary meaning_absence @ flickr)

STRASBURGO\ aise\ – Sono i bambini ad andarci di mezzo quando gli Stati membri non riescono a collaborare nelle controversie legali per le custodie parentali transfrontaliere e per le adozioni. Lo ha sottolineato il Parlamento europeo in una risoluzione non vincolante votata il 28 aprile con la quale i deputati chiedono sezioni specializzate per tali casi all’interno dei tribunali civili, sottolineando la necessità di salvaguardare gli interessi dei minori, ad esempio evitando di separare i fratelli.

“Vi è la necessità di una maggiore cooperazione in materia di diritto di famiglia con aspetti transfrontalieri. Il nostro obiettivo non è quello di imporre una visione unica di come gestire i conflitti familiari o affrontare i problemi dei bambini, ma di garantire che la libertà delle persone all’interno dell’Unione funzioni anche quando è collegata a questioni di famiglia”, ha dichiarato Cecilia Wikström (Verdi/ALE, SE), presidente della commissione per le petizioni del Parlamento europeo, che ha presentato la risoluzione dopo aver ricevuto centinaia di petizioni sui diversi casi comunitari riguardanti l’infanzia.

Nel testo, approvato per alzata di mano, i deputati raccomandano di rimediare alle lacune presenti nel regolamento Bruxelles II in materia di diritto di famiglia, in vista di una sua prossima revisione.

Salvaguardare i diritti dei bambini durante i processi

Gli Stati membri sono invitati a designare sezioni specializzate all’interno dei tribunali civili o degli organismi di mediazione transfrontaliera affinché i casi transnazionali che coinvolgono i minori nell’UE siano gestiti rapidamente. Questi casi sono di varia natura e vanno dal trasferimento forzato dei bambini in un altro Stato membro, alla sottrazione dei minori da parte dei genitori, alle controversie presso i tribunali nazionali per la loro custodia che coinvolgono genitori di diverse nazionalità europee.

Il Parlamento precisa che i bambini coinvolti nelle controversie transfrontaliere hanno il diritto di mantenere un contatto diretto e regolare con i genitori. Pertanto, gli Stati membri dovrebbero garantire ai genitori diritti di visita regolari mentre i procedimenti legali sono in corso e consentire ai genitori di utilizzare la loro lingua madre durante le visite ai figli, se ciò è nell’interesse del minore.

Evitare la separazione di fratelli e sorelle

I deputati – nella risoluzione – invitano inoltre gli Stati membri e la Commissione a stabilire regole che prevedano il riconoscimento automatico delle sentenze nazionali di adozione emesse in altri Stati UE, in modo da evitare ostacoli burocratici.

Nel testo si sottolinea che, nell’ambito di qualsiasi tipo di accordo di affidamento o di adozione, è importante offrire al minore le migliori condizioni possibili per mantenere i legami con il suo background culturale, nonché per apprendere e utilizzare la sua lingua madre. I deputati chiedono inoltre ai Paesi UE di fare il possibile per evitare la separazione di fratelli e sorelle.

(aise)

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Foto Lubs Mary. cc-by-nc-sa

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