Perché il Brasile rischia di tornare in mano ai militari

Domanda: qual è la differenza tra il colpo di stato che nel 2014 ha rovesciato il governo eletto in Thailandia e il colpo di stato che ha appena provocato la caduta del governo eletto in Brasile? Risposta: in Thailandia i golpisti indossavano le uniformi. [di Gwynne Dyer, Internazionale.it]

brasile_(roitberg-cc-by-nc-nd)

Il senato brasiliano ha votato (55 voti contro 22) l’impeachment nei confronti di Dilma Rousseff. La presidente sarà sospesa dall’incarico per i prossimi 180 giorni nell’attesa di essere processata dal senato stesso. L’accusa è di aver mentito sulle dimensioni del deficit di bilancio prima delle ultime elezioni del 2014. Se i due terzi dei senatori la riterranno colpevole, Dilma sarà rimossa definitivamente dalla carica di presidente. Considerando che i senatori hanno appena votato per l’impeachment con una maggioranza superiore ai due terzi, il verdetto appare scontato.

Alla fine della giornata era ormai evidente che in gran parte i senatori erano interessati solo all’esito del procedimento, non alle prove. In diverse occasioni il portavoce ha dovuto chiedere ai senatori di smettere di parlare e mettere via i cellulari. Questo perché si è trattato di un atto politico, non di un atto di giustizia, e la decisione era già presa prima del procedimento.

Un atto politico

Festa da Democracia Rio | 09-05-2016

Per questa defenestrazione di una presidente eletta sono state offerte due giustificazioni, entrambe inconsistenti. La prima è la giustificazione legale, basata sul fatto che il governo di Rousseff ha truccato i conti per far sembrare meno grave la situazione economica del Brasile prima delle elezioni del 2014. Effettivamente è così che sono andate le cose, ma quale governo eletto non cerca di rifarsi un po’ il trucco? E in ogni caso nessuno pensa che questo sia il vero motivo per cui Dilma è stata cacciata.

La più ampia giustificazione politica è che la presidente ha gestito in modo orrendo l’economia. Effettivamente l’economia brasiliana è in crisi profonda – in ciascuno degli ultimi due anni ha registrato una decrescita del 4 per cento, il tasso di disoccupazione è al 10 per cento e l’inflazione galoppa – ma è altrettanto vero che tutti i grandi esportatori di materie prime si trovano nelle stesse condizioni da quando è cominciata la crisi finanziaria globale nel 2008. Il motivo è semplice: la domanda per i loro prodotti da esportazione è crollata.

Dilma non ha creato la crisi, ma inevitabilmente ne paga il prezzo. Ed è proprio per questo che quasi due terzi dei brasiliani pensano che dovrebbe essere allontanata dal potere, altro che questioni legali. Tuttavia, pur ammettendo che Dilma avrebbe potuto fare di meglio nella gestione della crisi, resta il fatto che in una democrazia le questioni politiche si risolvono con le elezioni, non con l’impeachment.

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Foto: protesta a Rio de Janeiro 9/3/2016, José Roitberg cc-by-nc-nd,
sotto: Festa da Democracia, Rio d. J. 10/5/2016, Ninja Midia cc-by-nc-sa

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