Gli eurodeputati slovacchi critici sul gasdotto Nord Stream II

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Diversi eurodeputati slovacchi martedì hanno espresso forti critiche al Parlamento europeo sul progetto di gasdotto Nord Stream II, dopo che le stesse lamentele erano state pronunciate in una riunione con il commissario europeo per l’Azione per il clima e l’Energia, Arias Canete il giorno prima. I rappresentanti slovacchi hanno invitato la Commissione a fermare il progetto e valutare la situazione dal punto di vista geopolitici ed economico. Il raddoppio delle capacità del gasdotto Nord Stream I che corre sul letto del Mar Baltico, hanno detto, è in contrasto con gli obiettivi dell’Unione energia e danneggia anche la solidarietà tra i singoli Stati membri dell’UE.

Il deputato Eduard Kukan (SDKU-DS / PPE) ha dichiarato che il nuovo gasdotto «mette potenzialmente in pericolo la sicurezza energetica della Slovacchia», e «rappresenterebbe un passo indietro nell’azione di lungo termine dell’UE per rafforzare la cooperazione con l’Ucraina. È nostro interesse mantenere il ruolo strategico dell’Ucraina nel trasporto di gas verso l’Unione europea». Secondo Monika Flasikova-Benova (Smer-SD / PSE), il rapporto “Verso l’Unione Energetica” del dicembre 2015 «conferma chiaramente l’influenza negativa del Nord Stream II sulla sicurezza e diversificazione delle forniture di gas in Europa», e ne mette in dubbio l’efficacia economica dato che l’attuale primo ramo del gasdotto tra Russia e Germania «da tempo viene sfruttato solo per circa la metà della sua capacità». Branislav Skripek (OLaNO / ECR) sottolinea che il Nord Stream II ridurrebbe notevolmente i volumi di gas trasportati in Europa attraverso la Slovacchia, il che porterebbe pesanti perdite alla Slovacchia e ne metterebbe in pericolo la sicurezza energetica. Inoltre, Stripek ha detto che i costi per la costruzione del gasdotto potrebbero portare a un aumenti dei prezzi del gas per i consumatori in Europa. L’eurodeputato Ivan Stefanec (KDH / PPE) ha descritto NS2 come un progetto puramente politico che è pericoloso non solo per la Slovacchia, ma anche per tutta l’UE, in quanto «va contro i principi fondamentali dell’Unione Energetica» in base alla diversificazione delle fonti e dei fornitori.

Il Nord Stream II è un progetto avviato da alcune grosse compagnie energetiche europee (Basf, E.O, Shell, OMV ed Engie) insieme al gigante statale russo Gazprom. La Russia spinge il progetto per aggirare la problematica Ucraina e fornire gas senza intermediari direttamente alla Germania, attraverso il Mar Baltico. L’Europa orientale, tuttavia, è fortemente contraria, a partire dal Gruppo di Visegrad (V4 – Slovacchia, Cechia, Polonia, Ungheria). Il nuovo progetto significherebbe l’abbandono dell’attuale gasdotto che attraversa Ucraina e Slovacchia nel tragitto verso l’Europa occidentale, e per le casse dello Stato slovacco significherebbe una perdita di entrate pari a circa 700 milioni di euro all’anno.

(La Redazione, Tasr)

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