Spari all’auto dei migranti, il ministro Kalinak difende l’azione di polizia

poliz-dogan_(financnasprava.sk)

Il ministro degli Interni slovacco Robert Kalinak ha difeso ieri davanti ai giornalisti le azioni dei funzionari della polizia di frontiera, che il 9 maggio hanno sparato a un’automobile che trasportava migranti. L’auto non si è fermata all’alt mentre, proveniente dal confine con l’Ungheria nei pressi di Velky Meder, una località nella regione di Trnava, i finanzieri hanno tentato di fermarla insieme ad altri tre automezzi. Mirando agli pneumatici, tuttavia, gli agenti hanno colpito una donna siriana, operata più tardi all’ospedale di Dunajska Streda. Kalinak ha definito l’azione delle forze doganali legittima e opportuna, considerata la situazione. Questi, ha detto, sono metodi di polizia ordinari quando un automezzo non esegue gli ordini delle forze di sicurezza.

Secondo le dichiarazioni della Direzione finanziaria, cui fa riferimento il personale doganale, il conducente della vettura non ha rispettato l’ordine di fermarsi, nemmeno dopo un colpo di avvertimento. Gli agenti hanno sparato alle gomme dopo che l’auto in corsa avrebbe messo in pericolo l’incolumità dei funzionari nella manovra di aggiramento del blocco.

«Non possiamo sapere chi c’è in macchina, e la macchina può anche minacciare civili innocenti», ha detto il ministro Kalinak, aggiungendo che c’è sempre il rischio di ferire qualcuno, secondo quanto ha pubblicato Tasr. Tutti devono sapere, ha rimarcato, che se non si adempie alle intimazioni dell’autorità come è successo in questo caso, si ripeterà lo stesso copione.

A proposito di questo ‘incidente’, il presidente della Repubblica Andrej Kiska ha chiesto maggiori dettagli al ministero degli Interni, dicendo che ogni cittadino che si sente trattato ingiustamanete dovrebbero trovare ascolto.

(La Redazione)

__
Foto financnasprava.sk

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.