L’auto elettrica è davvero dietro l’angolo

Metro-North's North White Plains Parking Garage

L’auto elettrica è dietro l’angolo, e stavolta pare stia per arrivare davvero. Lo dice una sensibilità ecologica sempre maggiore, lo dice l’interesse di marchi che plasmano i gusti dei consumatori come Apple o Dyson, ma lo dicono soprattutto i numeri e gli operatori di settore. Se gli analisti di Bloomberg New Era Finance anticipano agli anni 20 del duemila il boom dell’auto elettrica come opzione economicamente più vantaggiosa rispetto a benzina e diesel, anche col petrolio a buon mercato, Enel per saltare il limite «psicologico» dell’autonomia delle batterie punta alla copertura completa della rete autostradale italiana con punti di ricarica veloce calibrati sulle autonomie minori e aperti a tutti, turisti compresi. Enea però invita ad andare cauti e a non fare troppo conto sulle previsioni, spesso smentite, ricordando, ad esempio, che se è la città l’ambiente naturale dell’auto elettrica, pochi sono i cittadini con un garage a disposizione per ricaricarla.

IL BOOM DELLA TESLA MODEL 3

Sembra di assistere all’innesco di una rivoluzione a lungo attesa. Attesa che pare sempre più ridursi guardando alle oltre 325mila Tesla Model 3, la low cost del marchio icona della mobilità elettrica, prenotate nella prima settimana di offerta, il che fa 14 miliardi di dollari quando (e se) verrà versato il saldo per un’auto che parte da 35mila dollari e arriverà nei garage dei proprietari fra circa 18 mesi, quasi nel 2018 (e il vero successo di Elon Musk sarà riuscire davvero a consegnarle tutte in tempo). Ma ecco il dettaglio delle cose.

tesla_(jecoopr@flickr)

BLOOMBERG: DAL 2020 ELETTRICHE PIÙ CONVENIENTI

Secondo Bloomberg New Era Finance negli anni 20 del duemila i veicoli elettrici diventeranno un’opzione economicamente più vantaggiosa delle auto a benzina o a gasolio nella gran parte dei Paesi. Un recente studio valuta che le vendite toccheranno i 41 milioni di pezzi nel 2040, il 35% dei nuovi veicoli leggeri, circa 90 volte le vendite del 2015, anno nel quale si stima si siano attestate a 462mila unità, comunque un 60% in più rispetto al 2014. La ricerca indica che la crescita dei veicoli elettrici farà sì che essi rappresentino fra 24 anni un quarto delle auto su strada, cancellando il consumo di 13 milioni di barili di greggio al giorno ma usando 1.900 TeraWattora di elettricità. Una quantità equivalente a circa l’8% della domanda globale 2015 di elettricità.

Poi c’è il petrolio: un luogo comune dice che fino a che il barile sarà basso l’auto elettrica non si affermerà. «La nostra principale previsione è basata su un prezzo del greggio che recuperi fino a 50 dollari, e che in seguito tenda ai 70 dollari e più per il 2040», dice Salim Morsy, uno degli autori dello studio, ma «è interessante notare che se il petrolio dovesse crollare a 20 dollari al barile e fermarsi lì, l’adozione di massa dei veicoli elettrici sarebbe solo rallentata ai primi anni 30 del 2000», anziché durante gli anni 20. Il resto dell’articolo è qui

(Roberto Antonini, via La Stampa cc-by-nc-nd)


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Foto: mtaphotos cc-by, Jeff Cooper cc-by

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