Panama Papers: i nomi di tutti gli evasori online su un motore di ricerca

Da oggi chiunque e in tutto il mondo potrà navigare tra i dettagli delle operazioni di 200mile tra persone, società, fondi comuni, fondazioni potenzialmente coinvolte nel processo di evasione in paradisi fiscali gestito dallo studio legale panamense Mossack Fonseca.

panamapapers

Nessun segreto, nessuna copertura: il Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi (Icij) ha deciso di pubblicare l’elenco completo delle aziende e delle persone coinvolte nell’inchiesta dei “Panama Papers”. Sul sito dell’Icij è infatti disponibile un motore di ricerca ad hoc con il quale è possibile trovare i nomi di più di 200mila società offshore contenute nell’archivio prelevato dalla Mossack Fonseca, lo studio legale al centro del più grande scandalo di evasione fiscale della storia recente. Si parla di un mole di dati monumentale: 2,6 terabyte di file, 11,5 milioni di documenti relativi a società, trust, fondazioni e fondi domiciliati in 21 paradisi fiscali, da Hong Kong al Nevada (USA). I file coinvolgono persone residenti in più di 200 paesi.

Panama Papers, John Doe spiega perché l’ha fatto

Intanto, pochi giorni fa, l’anonimo whistleblower che ha trasmesso i Panama Papers al quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung (e che ha poi girato i file al Consorzio internazionale giornalisti investigativi) ha inviato al quotidiano bavarese un testo in cui spiega le motivazioni del suo gesto. Firmandosi “John Doe” (nome di comodo, che soprattutto negli USA è usato per indicare un uomo la cui reale identità è sconosciuta o va mantenuta tale), la fonte principale del trafugamento dei dati ha sottolineato di “non aver mai lavorato per alcun governo o agenzie di intelligence (a differenza di Edward Snowden), né direttamente né come contractor” e di aver deciso di consegnare i documenti alla stampa perché “avevo capito la portata dell’ingiustizia (economico/fiscale) che celavano”; ha inoltre affermato di aver voluto diffondere i documenti di Mossack Fonseca “perché ho pensato che i suoi fondatori, i dipendenti e i clienti debbano rispondere per i loro ruoli in questi crimini, di cui solo alcuni sono venuti alla luce finora”. L’obiettivo di John Doe è dunque che gli autori dei “crimini vengano consegnati alla giustizia e paghino per le loro colpe”.

Le teste cadute dopo lo scandalo mondiale

I dettagli contenuti nei Panama Papers hanno già fatto cadere diverse teste nella classe politica internazionale, tra cui il ministro dell’industria spagnolo Jose Manuel Soria e il primo ministro islandese Sigmundur David Gunnlaugsson, che si sono dimessi a causa delle rilevazioni contenute nei documenti trafugati. “L’impatto di Panama Papers è stato epico – ha dichiarato l’Icij in un’e-mail -. L’indagine ha portato a dimissioni di alto profilo, tra cui il primo ministro dell’Islanda; innescato inchieste ufficiali in diversi paesi e fatto pressione sui leader mondiali e altri politici, come il primo ministro britannico David Cameron, affinché spieghino le loro connessioni con società off-shore, e ha scatenato un nuovo senso di urgenza tra i legislatori e le autorità di regolamentazione affinché si colmino le lacune e si rendano pubbliche le informazioni sui proprietari delle società di comodo”.

(Biagio Chiariello, via Fanpage.it)

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