Sme: US Steel, gli americani stanno per vendere

ussteel accia foto_usske.sk

Nonostante le smentite dei giorni scorsi, il sito del quotidiano Sme ha scritto ieri che gli americani della United States Steel vogliono vendere l’acciaieria di Košice e sono alla ricerca di un compratore. Mario Longhi, il presidente del gruppo americano di Pittsburgh, starebbe per recarsi presso la società controllata slovacca US Steel Košice. Secondo alcuni questo viaggio è una sorpresa perché Longhi era in Slovacchia a metà marzo, nemmeno due mesi fa, e potrebbe avere un messaggio da comunicare all’azienda su un eventuale acquirente dell’impianto, ha scritto il quotidiano locale Korzár riferendosi a due fonti dello stabilimento siderurgico. Mentre il portavoce della società tenta di calmare le acque dicendo che si tratta di una normale visita di affari ed è “una questione interna all’azienda”. Sempre Korzar scriveva che degli agenti immobiliari in città avrebbero ricevuto richieste per trovare terreni per la costruzione di alloggi per lavoratori asiatici.

A smentire la notizia della vendita della fabbrica, che era stata acquisita nel 2000, era stato il giorno prima il vice primo ministro per gli Investimenti Peter Pellegrini, che aveva parlato con i rappresentanti di US Steel, i quali gli avevano confermato che non ci sono offerte sul tavolo abbastanza allettanti per cedere la proprietà.

I problemi dell’azienda, primo datore di lavoro in Slovacchia, sono di lunga data, e sono stati acuiti dalla disastrosa situazione degli ultimi mesi nel mercato dell’acciaio, con gli operatori europei e americani che stanno soffrendo enormemente la politica di dumping dei produttori cinesi, i quali stanno inondando i mercati esteri di acciaio a basso prezzo. Molti impianti occidentali hanno dovuto chiudere o ridurre le loro produzioni.

Anche in un passato recente si era parlato di cessione, e allora si fece il nome della società Moravia Steel, di proprietà del miliardario slovacco Tomas Chrenek, residente a Praga, con il quale però non si era giunti a un accordo finanziario soddisfacente per gli americani.

L’azienda aveva un piano per i licenziare il 15% dei dipendenti nella primavera 2016 – oltre 1.500 lavoratori – operazione che secondo gli osservatori poteva rientrare nell’ottica di ‘snellire’ l’azienda per renderla più appetibile. Ma non può farlo in base a una intesa siglata nel 2013 con il governo che ha fornito aiuti alla società in cambio, tra l’altro, del mantenimento della forza lavoro, che ammonta a più di diecimila effettivi diretti e di alcune altre migliaia nell’indotto. Il governo si era detto disposto a rinunciare all’intesa, ma non al blocco dei licenziamenti.

Se davvero gil americani volessero vendere, magari nelle mani di qualche gruppo asiatico, il ministro dell’Economia Peter Ziga ha detto che lo Stato slovacco dovrebbe salvaguardare l’azienda, vedendola come un investimento strategico, e acquisire una quota di almeno il 34%, in modo da permettere al governo una posizione di veto.

(La Redazione)

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Foto US Steel Kosice – usske.sk

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