Rifugiati, la Slovacchia può ricevere sanzioni milionarie per suo rifiuto ai migranti

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In base alla proposta in preparazione alla Commissione europea sulla penalizzazione degli Stati dell’Unione che rifiutano la redistribuzione obbligatoria dei rifugiati, prevedendo una sanzione fino a 250.000 euro per ogni richiedente asilo respinto, la Slovacchia potrebbe rischiare una multa molto salata. Secondo il Financial Times, che è stato il primo media a riferire di questo progetto, la Slovacchia sarebbe chiamata a pagare centinaia di milioni di euro per il suo rifiuto delle quote obbligatorie dell’UE, contro le quali Bratislava ha presentato un ricorso presso la Corte di giustizia dell’UE.

È chiaro dunque che la Slovacchia non può sostenere il piano di Bruxelles. Il ministro degli Affari esteri Miroslav Lajcak (Smer-SD)ha detto ieri al quotidiano Pravda che il governo non percepisce le quote obbligatorie come uno «strumento sostenibile per affrontare la crisi migratoria». Una sua dichiarazione ufficiale sulla proposta potrà essere fatta, ha detto, soltanto quando il progetto sarà presentato formalmente. In ogni caso, il ministro dice di non capire la proposta, arrivata dopo che l’Unione ha abbracciato la tesi che la soluzione alle migrazioni non riguarda solo le quote, ma piuttosto l’alleviare le sue cause originanti.

Più lapidario il ministro degli Interni Robert Kalinak (Smer-SD), che ha già detto che la Slovacchia non sosterrà la proposta, definendola un passo indietro che non riflette la realtà, peraltro presentata in un momento in cui il flusso migratorio attraverso i Balcani è stato arrestato ed è stato siglato un accordo con la Turchia su questo tema. Kalinak sottolinea che la Slovacchia comunque cercherà il maggior consenso possibile, tra i paesi che sono alla ricerca di soluzioni ragionevoli. Mentre la nuova proposta della Commissione avrà un percorso politico piuttosto difficile prima di diventare effettiva, e rischia di essere affossata dai governi degli Stati membri e dal Parlamento europeo.

Ma il rifiuto della proposta di Bruxelles è una questione bipartisan, in Slovacchia, e viene reclamato da tutte le parti politiche. Dalla coalizione, e dall’opposizione. I partiti Smer-SD, Most-Hid e SNS hanno spiegato chiaramente l’avversione alle sanzioni, nonché al meccanismo delle quote. Lo stesso hanno fatto anche i partiti di opposizione, dicendo che questa proposta è oltraggiosa, e anche stupida. Il capo di SaS, Richard Sulik, ha detto che a Bruxelles non sanno più che fare, e se ne escono con idee assurde invece di pensare a come proteggere in maniera più accurata le frontiere esterne dell’Area Schengen. Sulik ha detto che una sanzione a paesi che semplicemente rispettano il volere dei propri cittadini è una palese violazione di qualsiasi convivenza e delle regole generali. Molto più duro il leader di Sme Rodina, Boris Kollar, che ha dichiarato che «Bruxelles deve rendersi conto che non siamo i suoi servi e lacchè, ma partner di pari livello. Siamo contro ordini perentori e punizioni per qualcosa che non abbiamo causato», ha detto Kollar.

La Slovacchia avrebbe dovuto accogliere 802 richiedenti asilo in base alle quote obbligatorie di redistribuzione approvate nell’autunno scorso. Un successivo progetto per suddividere un totale di 160.000 migranti tra i diversi Stati dell’UE (tranne Italia e Grecia) avrebbe stabilito l’obbligo per la Slovacchia di farsi carico di 1.458 persone, in gran parte provenienti dalla Siria. Ma dopo aver presentato a dicembre il suo ricorso contro la UE, il governo ha accettato soltanto 149 cristiani assiri richiedenti asilo provenienti dall’Iraq e prelevati direttamente da campi profughi in Libano.

(Red)

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Foto Bru Aguiló/Fotomovimiento cc-by-nc-nd

1 comment to Rifugiati, la Slovacchia può ricevere sanzioni milionarie per suo rifiuto ai migranti

  • paolo libuda

    Non esiste una possibilità su un miliardo che uno Stato indipendente, il cui orientamento politico sia tra l’altro appoggiato dal popolo, venga obbligato a pagare sanzioni per una questione mal gestita e parzialmente anche originata da altri. Una ennesima buffonata dei burocrati imbelli di Bruxelles.

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