Turchia: verso l’abolizione dei visti per entrare nell’area Schengen

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Mentre all’interno dell’Ue, la tenuta degli accordi di libera circolazione è sempre più sotto attacco, da luglio potrebbe essere più facile per i cittadini di Turchia, Ucraina, Kosovo e Georgia entrare nell’area Schengen. Oggi la Commissione europea ha avviato l’iter per l’abolizione dei visti richiesti ai cittadini di questi paesi per il loro ingresso nei 26 stati aderenti all’accordo (22 membri dell’Ue, più Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein). Restano esclusi sei paesi Ue: Regno Unito, Irlanda, Cipro, Croazia, Bulgaria e Romania.

Dopo l’ok della Commissione, dovranno pronunciarsi anche il Parlamento europeo e i governi nazionali. La vera sfida si consumerà nelle capitali nazionali quando i governi dovranno decidere su un provvedimento che potrebbe facilmente intrecciarsi con il delicato tema della gestione dei flussi migratori.

Con la Turchia via i visti, ma con moderazione

La Commissione europea ha raccomandato la liberalizzazione dei visti nonostante la Turchia non abbia ancora ottemperato all’adempimento di tutti i 72 criteri stabiliti dall’Unione europea per il completamento del processo. Questa misura rientra nel più ampio accordo che Bruxelles e Ankara hanno siglato a marzo per la gestione della crisi migratoria e per bloccare i flussi illegali di migranti illegali attraverso la penisola anatolica. Tuttavia, sono molte le perplessità da parte europea, non da ultimo per la situazione dei diritti umani e lo stato della democrazia in Turchia. Anche se le istituzioni europee dovessero dare il via libera, l’ultima parola spetta agli stati. Francia e Germania hanno proposto l’introduzione di un “freno d’emergenza” che prevede la sospensione della liberalizzazione dei visti nel caso in cui un numero consistente di turchi risieda illegalmente nel territorio della Ue o vi sia un eccessivo numero di richieste d’asilo da parte dei turchi.

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Foto EC Audiovisual Service
(Frederic Stevens) – www.ec.europa.eu

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