Terrorismo, Europol: “Probabile nuovo attacco in Europa”

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La minaccia terroristica è ancora molto alta, la più grave dai tempi dell’11 settembre e temo sia probabile un nuovo attacco in Europa in futuro”. A lanciare l’allarme è il direttore di Europol, Rob Wainwright, durante un’audizione del Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione, presieduto da Laura Ravetto.

Il direttore dell’ufficio europeo di polizia si dice molto preoccupato soprattutto per la “possibile connessione tra reti terroristiche e trafficanti di migranti”. Come già evidenziato dal rapporto pubblicato da Europol lo scorso gennaio, in Europa sarebbe presente una fitta rete di organizzazioni criminali dedita al traffico di esseri umani, la quale potrebbe anche essere coinvolta nel reclutamento di potenziali terroristi.

“Quando abbiamo pubblicato il nostro rapporto, a gennaio di quest’anno, sapevamo che Isis aveva stabilito una nuova struttura di comando interna in Siria nella quale preparava dei complessi attacchi terroristici, e temo che si possa ventilare la possibilità di un nuovo attentato in Europa nel futuro”, ha dichiarato Wainwright. Nonostante l’allarme riguardi l’intero continente europeo, per l’Italia nello specifico sembrano non esserci evidenti avvisaglie che possano far pensare a un imminente attacco terroristico sul territorio.

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Il direttore di Europol ha proseguito la sua audizione spiegando che già in passato le intelligence europee avevano individuato alcuni collegamenti recenti tra sospetti terroristi e canali migratori, soprattutto “nell’uso di documenti falsi”. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’ufficio europeo di Polizia,  l’immigrazione irregolare sarebbe una vera e propria industria, capace di generare un fatturato compreso fra i 3 e i 6 miliardi di euro. E’ “il settore criminale in più rapida ascesa in Europa”, ha spiegato Wainwright.

Molti sono gli attori che gravitano attorno all’attività: da una parte trafficanti, reclutatori e riciclatori di denaro, dall’altra i migranti che, reclutati anche attraverso social network come Facebook, vengono poi costretti a svolgere tutta una serie di attività illegali come la prostituzione o lo spaccio di droga. “Nel 2015 c’é stato un flusso senza precedenti di migranti e una rapida evoluzione della rete criminale. Ciò significa che l’attività criminale dei trafficanti è il cuore del problema e deve essere il cuore della nostra risposta”, ha concluso. Secondo Europol ci sono pochi dubbi, quindi: il legame fra immigrazione clandestina e criminalità organizzata sarebbe molto forte.

(Charlotte Matteini, Fanpage.it)

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Foto: soldati per le strade di Bruxelles (Antonio Ponte cc-by-nc-sa), sede Europol (Rory Hyde cc-by-nc)

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