Dodici anni in UE, Chrenek: il periodo migliore di sempre per la Slovacchia

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Commentando il dodicesimo anniversario dell’adesione della Slovacchia all’Unione europea, avvenuta il 1° maggio 2004, il capo della Rappresentanza della Commissione europea in Slovacchia, Dusan Chrenek, ha detto secondo il resocondo dell’agenzia Tasr che questo periodo può essere descritto “senza alcuna esagerazione” come il periodo di maggior successo nella storia del Paese.

La Slovacchia prenderà la guida del Consiglio dell’UE per la prima volta nella seconda metà del 2016, un evento, ha detto, che «sarà una grande opportunità» per il Paese, nel corso del quale «possiamo mostrare le nostre capacità e potenzialità». Chrenek ha evidenziato che il governo della Slovacchia si occuperà in questi sei mesi di importanti proposte legislative che riguardano l’intero continente.

Economicamente, la Slovacchia ha beneficiato in modo significativo dall’essere membro dell’UE, che, ha ricordato Chrenek, «è la più grande economia del mondo, un mercato al quale le aziende slovacche hanno libero accesso da dodici anni. Ben l’85% delle esportazioni slovacche di beni e servizi sono dirette ad altri Paesi membri dell’Unione».

Se nel 2003, prima dell’adesione all’UE, la Slovacchia aveva un PIL pro capite pari al 55% della media europea, oggi siamo al 77%, un obiettivo reso possibile «anche grazie ai fondi europei, che prevedono il cofinanziamento dell’80% degli investimenti pubblici nel Paese», ha rammentato Chrenek. Con questi progetti sono state costruite e ammodernate molte scuole, ospedali e  sistemi di trasporto pubblico, e sono stati fondati parchi scientifici di prim’ordine, nuove autostrade e sono stati creati nuovi posti di lavoro per i giovani.

(Red)

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Foto Daniel Antal cc-by-nc-nd

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