Pravda: Lajcak vuole candidarsi a capo delle Nazioni Unite

lajcak_(foto foreign.gov.sk)

Secondo quanto scrive questa mattina il quotidiano Pravda – notizia subito rilanciata da diversi altri media – il ministro degli Esteri slovacco Miroslav Lajcak (Smer-SD) avrebbe intenzione di uscire allo scoperto questa settimana riguardo la sua candidatura alla poltrona di segretario generale delle Nazioni Unite. Una candidatura che, se si concretizza, sarà sostenuta con forza dal governo slovacco, come più volte annunciato nei mesi scorsi dal premier Robert Fico. Il giornale informa che dovrebbe partire a giorni una lettera ufficiale di candidatura per la sede di New York dell’ONU, cosa che sarebbe confermata da una fonte interna del partito Smer-SD, secondo la quale si attendeva soltanto il voto di fiducia al governo quadripartito prima di fare questo passo ufficiale.

Lajcak è stato tra il 2007 e il 2009 Alto Rappresentante per la Bosnia ed Erzegovina, una figura istituita dall’Accordo di Dayton del dicembre 1995, posizione che gli ha dato notorietà anche a livello istituzionale in tutti i Paesi dell’ex Jugoslavia, una regione che continua ad essere per lui di estremo interesse anche per le prospettive di allargamento UE.

La candidatura potrebbe essere argomento della prossima riunione dell’esecutivo, che si terrà mercoledì, e che si prevede dovrebbe essere sostenuta dall’intero consiglio dei ministri all’unanimità. La sua candidatura si rafforzerebbe se ottenesse poi l’endorsement del gruppo V4 (Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria), che almeno a livello continentale sta ottenendo sempre maggiore rispetto e attenzione.

Con il nome di Lajcak diventerebbero una decina le personalità che ambiscono alla poltrona al 38° piano del Palazzo di Vetro, otto dei quali provenienti da paesi dell’Europa orientale, unica regione che ad oggi non ha mai coperto la sedia più importante dell’organizzazione sovranazionale, e che molti dicono essere ora arrivata al suo turno.

onu_(stevecadman-cc-by-sa)

Ma per il successore del sudcoreano Ban Ki-moon, che lascierà a fine anno dopo due mandati consecutivi, si dice anche che i tempi potrebbero essere maturi per un segretario generale donna. E ce ne sono quattro in corsa, tre delle quali dall’area est-europea: la più in vista, e la prima a candidarsi (cosa che secondo alcuni l’ha anche già “bruciata”) è la bulgara Irina Bokova, oggi a capo dell’Unesco. C’è poi la vice primo ministro e ministro degli Esteri della Moldova, Natalia Gherman, la collega con gli stessi incarichi in Croazia, Vesna Pusic, e infine Helen Clark, già primo ministro della Nuova Zelanda e possibile favorita nel caso sia eletta una donna. Indiscrezioni indicano negli ultimi mesi anche il nome di Angela Merkel, avanzato tra gli altri anche dal New York Times, e che potrebbe attirarsi molti consensi, potendo contare sulla sua conoscenza personale dei grandi della Terra, anche quelli “scomodi” come Putin. Tra i maschi, invece, il più in vista è Antonio Guterres, ex Alto commissario ONU per i rifugiati.

In passato si era parlato spesso anche di un altro slovacco interessato alla carica: l’ex ministro degli Esteri Jan Kubis (nominato da Smer-SD negli anni 2006-2008, nel primo governo Fico), il quale avrebbe ammesso di recente di voler prendere una decisione sulla sua eventuale candidatura durante il mese di maggio. Kubis, che dallo scorso anno è Rappresentante speciale dell’ONU per l’Iraq, e in precedenza lo era stato per l’Afghanistan, ha detto in una intervista il mese scorso che per il suo lavoro è in «costante contatto con il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite», sottolineando che «Loro sanno chi sono».

(La Redazione)

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Foto foreign.gov.sk, S. Cadman cc-by-sa

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