Zika: aumento dei rischi in Europa coi mesi caldi. 2,2 miliardi di persone a rischio nel mondo

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L’Organizzazione mondiale della sanità avverte che ci potrebbe essere un sensibile aumento del rischio del contagio da virus Zika in Europa nei prossimi mesi. Se in inverno il rischio di contagio in Europa era verosimilmente basso, «potrebbe aumentare in primavera e in estate», diceva già nel febbraio scorso il rappresentante dell’OMS presso l’UE Roberto Bertollini durante un’audizione alla commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare del Parlamento europeo. La zanzara della febbre gialla, considerato il più verosimile vettore del virus, è presente nel nostro continente solo nella parte orientale del Mar Nero, ma anche la zanzara tigre è in grado di trasmetterlo, secondo Bertollini, il quale aveva ricordato come si tratti di un insetto presente già in Italia, Grecia, Croazia, Spagna e nel sud della Francia.

E mentre con la fine della stagione calda in Brasile (il paese più colpito con 1,5 milioni di casi) il fenomeno si sta attenuando, l’arrivo dell’estate aumenta i pericoli per l’Europa, aggiunti alla possibilità di una diffusione combinata a quella per via sessuale, ormai appurata (negli Usa si è registrato anche il primo caso di contagio tra gay), portando a un possibile considerevole numero di persone infettate.

Intanto, a livello globale sono due miliardi e duecento milioni le persone che rischiano il contagio da Zika. L’Università di Oxford ha creato una mappa delle regioni nelle quali si può diffondere il virus, che comprende gran parte dell’America Latina, il sud degli Stati Uniti, i Caraibi, la fascia tropicale dell’Africa, l’Asia meridionale e orientale e parte dell’Oceania. Sono interessati un totale di 42 paesi. Per la trasmissione della malattia sono necessari la presenza della zanzara aedes aegypti, (ma come si dice sopra anche la zanzara tigre può fare da vettore) un clima caldo e un’alta densità della popolazione. L’OMS prevede per quest’anno una esplosione di contagi, con un numero di nuovi casi di infezione tra 9 e 12 milioni.

(Red)

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Foto jentavery cc-by-2.0

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