Il populismo è un pericolo per l’economia

La crescita dei movimenti anti-europeisti e isolazionisti potrebbe danneggiare anni di solide alleanze politiche ed economiche che ci hanno resi più ricchi. [Di Ylan Q. Mui – The Washington Post]

salari (foto_teegardin@flickr)

L’economia mondiale si sta avvicinando a quello che i leader internazionali temono possa diventare un punto di svolta pericoloso a causa dei movimenti populisti che in Europa e negli Stati Uniti rischiano di dissolvere alleanze lunghe decenni che hanno alimentato lo sviluppo del libero commercio e rafforzato i legami economici. Nel Regno Unito le tensioni hanno raggiunto il culmine e tra due mesi i cittadini britannici voteranno in un referendum per decidere se restare o meno nell’Unione Europea. Per il Fondo Monetario Internazionale (FMI), che lo scorso fine settimana ha tenuto il suo incontro annuale a Washington, la cosiddetta “Brexit” – l’uscita del Regno Unito dall’UE –  è una «possibilità reale» e potrebbe dare inizio a una nuova epoca di incertezza e danneggiare la già fragile ripresa economica globale. Il malcontento, tuttavia, non si limita al Regno Unito. I partiti anti-europeisti stanno prendendo piede in tutto il continente, soprattutto in Francia e Germania, mentre i candidati alla presidenza degli Stati Uniti Donald Trump e Bernie Sanders stanno facendo campagna elettorale contro gli accordi commerciali simbolo del paese.

Negli Stati Uniti come in Europa sono gli operai che si sentono lasciati indietro dalla concorrenza internazionale ad alimentare la rabbia. La loro frustrazione ha dato vita a movimenti politici che condannano i principi della globalizzazione – cioè il libero commercio e l’apertura dei confini – che a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale erano stati presentati come la strada verso la prosperità. «I tentativi di tornare indietro nel tempo, e di tutelare le conquiste del passato si ritorceranno contro di noi, perché non possiamo farlo», ha detto Hans Timmer, economista capo per l’Europa e l’Asia centrale della Banca Mondiale. «Se i paesi si allontaneranno dalla globalizzazione ci saranno conseguenze economiche molto negative».

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Foto teegardin cc-by-sa

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