Veto della Croazia sui negoziati per l’ingresso della Serbia in UE

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La Croazia mette i bastoni tra le ruote all’avanzamento della Serbia verso l’Unione europea. Il 7 aprile il rappresentante permanente di Zagabria presso il Consiglio UE si è rifiutato di allinearsi all’opinione della Commissione europea e degli altri 27 stati membri, secondo cui è giunta l’ora che l’Unione apra i negoziati con Belgrado sui capitoli 23 e 24, relativi a giustizia, diritti umani, e sicurezza.

Giurisdizione sui crimini di guerra e protezione delle minoranze i punti del contendere

Due sono i punti di contenzioso tra il nuovo governo di centrodestra di Zagabria, al potere solo da qualche mese, e il governo di Belgrado: la giurisdizione sui crimini di guerra, e la protezione della piccola minoranza croata in Serbia.

La legge serba sulla giurisdizione, che Zagabria vorrebbe vedere abolita, permette alle corti serbe di giudicare i crimini di guerra commessi negli anni ’90 in ogni parte del territorio ex jugoslavo, a prescindere dalla cittadinanza di vittime o carnefici presunti. In tal modo, molti imputati serbi sono stati processati e condannati a Belgrado per crimini di guerra compiuti in Bosnia-Erzegovina e Croazia. Ma ora, teme il governo di Zagabria, la stessa norma potrebbe essere usata per portare a giudizio soldati e ufficiali croati, laddove essi dovessero venire arrestati. Un primo caso del genere, nei mesi scorsi, ha suscitato ampie polemiche nel paese.

In secondo luogo, il governo croato insiste che la piccola minoranza croata in Serbia, oltre 50.000 persone su quasi 8 milioni (dati censimento 2011), sia protetta tramite un accordo bilaterale tra i due paesi, e abbia diritto alla stessa protezione della comunità serba in Croazia (200.000 su 4 milioni), incluso almeno un seggio parlamentare riservato, come previsto da un accordo bilaterale del 2004. Il 15 aprile uno dei leader della comunità croata in Serbia, Slaven Bačić, ha incontrato il ministro degli esteri croato Kovač: i croati di Serbia temono che nuove normative facciano sì che solo le due principali minoranze in Serbia (i 250.000 ungheresi e i 145.000 bosgnacchi) riescano ad ottenere rappresentanza al parlamento serbo.

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