Eurostat: tasso di occupazione UE al 70% nel 2015, la Slovacchia al 67,7%

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Secondo i dati calcolati da Eurostat, nel 2015 il tasso di occupazione della popolazione europea tra i 20 e i 64 anni si è attestato al 70,1%, in leggero aumento rispetto al 2014 (69,2%), ma ancora sotto di poco al picco registrato nel 2008 (70,3%). A questo riguardo la Slovacchia si trova poco sotto alla media dell’UE, con un tasso di occupazione pari al 67,7%, che mostra un incremento sull’anno precedente di quasi due punti percentuali (+1,8) e che è messa meglio dell’Italia: il Belpaese ha un tasso di occupazione del 60,5%, appena sei decimi di punto percentuale in più sull’anno prima.

A livello di UE, l’occupazione degli uomini nel segmento di età interessato è stata pari al 75,9%, con un piccolo aumento di 9 decimi rispetto al 2014. Nel 2008 il tasso medio UE di uomini occupati era al 77,8%. Gli uomini in Slovacchia sono occupati al 75%, e in Italia sono fermi al 70,6%.

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Per quanto riguarda le donne, il loro tasso di occupazione è aumentato costantemente dal 2010, raggiungendo a livello continentale la media del 64,3% nel 2015, anch’essa in crescita di poco (9 decimi di punto)  sul 2014, ma superiore anche al 62,8% del 2008. Le domme occupate in Slovacchia erano nel 2015 il 60,3%, mentre in Italia solo il 50,6% delle donne nell’età di riferimento avevano un lavoro.

Il gap di genere nei 28 Stati dell’UE risulta in media del 11,6%, ovviamente a favore degli uomini. Sia Slovacchia che Italia sono sotto la media, e mostrano un differenza superiore: il 14,7% per Bratislava, e ben il 18% per Roma.

L’obiettivo della strategia Europa 2020 è di raggiungere un tasso complessivo di occupazione nell’UE delle persone tra 20 e 64 anni di almeno il 75% entro quattro anni, modulato negli obiettivi nazionali a seconda della situazione e le possibilità di ciascuno Stato membro. La Slovacchia, ad esempio, ha come obiettivo per il 2020 un tasso di occupazione pari al 72%, mentre l’Italia ha fissato l’obiettivo nazionale al 67%. Tra i paesi UE ce ne sono diversi che hanno già raggiunto nel 2015 l’obiettivo che era stato inizialmente fissato per il 2020: Svezia, Germania, Estonia, Repubblica Ceca, Lituania, Lettonia, Irlanda.

Secondo il commissario per l’Occupazione dell’UE Marianne Thyssen, è positivo vedere che «l’Europa sta finalmente lasciando la crisi alle spalle», ma «nei prossimi anni dovremo continuare i nostri sforzi per far sì che più persone trovino un posto di lavoro, compresi i gruppi più vulnerabili della nostra società». Parte della prossima “Agenda delle nuove competenze” della UE, ha detto, «si concentrerà sul fornire alle persone con bassa qualifica le competenze necessarie per aiutarle a integrarsi nel mercato del lavoro».

(La Redazione)

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