Dal Parlamento via libera al programma del nuovo governo

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Il Parlamento slovacco ha approvato ieri il programma del nuovo governo, nato dalle elezioni del 5 marzo, che dovrebbe traghettare il Paese fino al 2020. Il Manifesto presentato dal quartetto di coalizione composto dai socialdemocratici di Smer-SD, i nazionalisti di SNS, i conservatori di Most-Hid (di tendenza etnica ungherese) e i riformatori di #Siet, una alleanza di compromesso che raccoglie le istanze di una vasta area di consenso politico tra sinistra, destra e centro-destra, ha promesso tra le sue priorità la creazione di 100mila posti di lavoro nel prossimo quadriennio, la riduzione delle imposte sui redditi societari di un punto, al 21%, la lotta alla corruzione e alle disparità regionali, creando misure di sviluppo per le aree del Paese più indietro, soprattutto ad est, la creazione delle condizioni per una amministrazione pubblica efficiente, la prosecuzione delle politiche economiche e sociali già iniziate dal precedente governo, continuando a sostenere la crescita e lo sviluppo economico e sociale.

Il documento è stato approvato ieri pomeriggio, dopo sei giorni di dibattito in aula, da 79 deputati sui 142 presenti (la camera è composta da 150 seggi), con 61 voti contrari e due astenuti, con una votazione che equivale a un voto di fiducia.

La prima delle priorità, e delle sfide, del nuovo esecutivo, tuttavia, sarà il semestre di presidenza del Consiglio dell’UE, che la Slovacchia assumerà per la prima volta dal primo luglio 2016. Tra gli scopi principali della coalizione vi era la necessità di avere un governo stabile e con pieni poteri proprio per gestire al meglio questo periodo che metterà il Paese sotto gli occhi di tutti per diversi mesi. Nel corso del semestre di presidenza la Slovacchia dovrebbe organizzare circa 200 eventi, tra i quali vi saranno vertici di alto livello con la presenza dei ministri e dei capi di Stato e di governo dei 28 Stati membri dell’UE.

Al voto di ieri non erano presenti né il capo del governo Robert Fico, al suo terzo mandato, che si sta riprendendo dopo l’intervento al cuore di venerdì scorso (dovrebbero avergli fatto tre bypass), né il presidente del Parlamento Andrej Danko, al quale lunedì è stato rimosso parte dello stomaco, sostituito da un pezzo di intestino tenue. Entrambi sono stati ricoverati e operati d’urgenza, il primo dopo aver accusato un forte dolore al petto, e il secondo in seguito a esami che hanno evidenziato un’area dall’aspetto anomalo sul rivestimento del suo stomaco.

(La Redazione)

Foto nrsr.sk

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