L’opposizione: gite obbligatorie ad Auschwitz per prevenire intolleranza ed estremismo

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Il deputato indipendente Zsolt Simon (fuoriuscito da Most-Hid dopo le elezioni in contrasto con l’ingresso del partito nella coalizione di governo), ha avviato con il sostengo dei gruppi parlamentari di opposizione SaS, OLaNO-NOVA e Sme Rodina, una proposta parlamentare che intende introdurre gite scolastiche obbligatorie al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Simon ha chiesto all’esecutivo di includere questa proposta all’interno della sezione dedicata all’istruzione nel programma del governo in discussione in aula in questi giorni, e di stabilire uno stanziamento apposito per finanziare le gite che rientrerebbero nei programmi obbligatori delle scuole secondarie.

«Dobbiamo fare qualcosa per l’aumento dellle simpatie verso le ideologie fasciste ed estremiste, soprattutto tra i giovani. Dobbiamo iniziare con lezioni di storia e con azioni di prevenzione», ha detto Simon in una conferenza stampa lo scorso giovedì. Quando gli studenti vedranno con i propri occhi gli orrori dell’Olocausto potranno sicuramente contribuire all’eliminazione delle espressioni di razzismo, xenofobia, antisemitismo, estremismo e altre forme di intolleranza in Slovacchia, pensa Simon. Con lui la capogruppo di SaS Natalia Blahova, la quale è convinta che sia essenziale per lo Stato «investire su bambini e giovani nell’età in cui si forma la loro visione del mondo. È importante che conoscano i lati oscuri dell’Europa e della storia della Slovacchia», ha detto Blahova, insistendo sul fatto che il suo partito crede che lezioni speciali sulla società civile e i diritti umani dovrebbero essere parte del normale programma di studi.

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Il nuovo ministro dell’Istruzione Peter Plavcan (Partito Nazionale Slovacco /SNS) ha accolto la proposta dell’opposizione dicendo che il Manifesto del governo già accoglie il tema della «necessità di prevenire l’intolleranza, la violenza e l’estremismo in tutte le sue forme». Plavcan crede che le escursioni scolastiche siano utili non solo per lezioni di educazione civica, ma anche per altre materie in modo da abituare gli studenti all’esperienza empirica. Ma insiste anche sul fatto che non solo la scuola, ma anche i genitori, i media e i partiti politici «dovrebbero prendersi cura dell’educazione dei minori».

(Red)

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Foto Colin Madland cc-by-sa, Kevin Wallis cc-by

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