Europa, lo stupro della ragione

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(Thierry Vissol, VoxEurop.eu) – Che il mondo vada male, nessuno lo mette in dubbio. Crisi economica, crescita delle disuguaglianze sia all’interno dei paesi ricchi sia al livello mondiale, cecità e problemi legati all’inquinamento, guerre, ritorno degli estremismi religiosi e dell’odio. Tutti elementi che contribuiscono al malessere dei cittadini, alla crescita dei flussi migratori, al terrorismo e ai conflitti armati. Nel suo ultimo numero, Bruxelles, il fantasma dell’Europa, la rivista Limes propone una carta geografica di Caoslandia, cioè dei 28 conflitti armati attualmente in corso dall’America latina all’Asia, passendo dalla l’Africa e il Medio-Oriente.

Ora tutti questi problemi hanno portata globale. Tutti richiederebbero quindi delle soluzioni a livello globale. Per questo, tutti richiederebbero un’Europa politica unita per fare pesare la nostra voce al livello internazionale. Richiederebbero un’economia europea forte per uscire della crisi economica, per contribuire allo sviluppo dei paesi più poveri, per lottare contro i cambiamenti climatici. Quale paese può, da solo, affrontare queste sfide?

Invece, vediamo svilupparsi un movimento di “panico morale” esasperato dalle grida “al lupo, al lupo!” di politici senza scrupoli e di mezzi d’informazione alla ricerca di audience, che sotto pretesto, gli uni di proteggersi e gli altri di informare, puntano su cose facili da raccontare e spesso gradite da ascoltare. Invece di spiegare la complessità del mondo e dei suoi cambiamenti e l’assenza di soluzioni immediate, cercano facili capri espiatori come l’Europa e i migranti, ricreando la guerra tra “noi” e tutti “gli altri diversi”.

Continua

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