Panama Papers: chi ha legalizzato i paradisi fiscali, in Europa e nel mondo

I veri colpevoli dell’evasione fiscale sono e restano le centinaia di governi e di parlamenti che nel corso degli anni hanno approvato leggi e regolamenti per legalizzare i paradisi fiscali. [di Riccardo Petrella, il Manifesto]

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Una volta che l’indignazione e la collera si saranno calmate, la cronaca sarà dominata dai processi (eventuali) contro i personaggi famosi coinvolti (politici, del business, dello sport, del cinema, ecc.). Molti degli accusati riusciranno a dimostrare, grazie a consiglieri ed avvocati, che hanno i soldi puliti. I Panama Papers diffusi riguardano 11,5 milioni di dossier di evasione fiscale menzionati nei documenti trafugati della società panamense Mossack Fonseca, specializzata nella creazione di società offshore e relativi a più di 214.000 società create tra il 1977 ed il 2015. Mossack Fonseca è una delle società fra le più importanti del settore (quarta mondiale), non la sola. Nessuno sa con precisione quante società offshore sono state create in totale negli ultimi cinquant’anni. Ci vorranno decenni prima che tutti gli evasori fiscali nascosti dietro i nomi fittizi delle società offshore siano identificati, accusati, processati.

I veri colpevoli sono e restano le centinaia di governi e di parlamenti che nel corso degli anni hanno approvato leggi e regolamenti per legalizzare i paradisi fiscali, luoghi le cui giurisdizioni hanno permesso a chiunque d’installarsi legalmente nel loro ambito senza avere l’obbligo di dichiarare il loro reddito e quindi di pagare le tasse sul reddito. Il vero scandalo è che i legislatori del mondo abbiano potuto legalizzare l’illegale. Come si fa a condannare e punire i legislatori ed i governi , la cui immunità è garantita dal concetto di “responsabilità collettiva”?

Ricordate cosa rispose nel settembre 2014 al Parlamento europeo Jean-Claude Juncker, il candidato alla nomina a presidente della Commissione europea, proposto dal gruppo politico più forte del Parlamento europeo, il PPE, con l’accordo del secondo gruppo politico più importante, i S&D? Fu accusato di aver firmato, allorché era primo ministro del piccolo Stato del Lussemburgo (pubblicamente riconosciuto come uno dei paradisi fiscali maggiori al mondo) un accordo segreto con 341 imprese che avrebbero pagato meno dell’1% di tasse nel Lussemburgo. Centinaia di milioni di euro sottratti al fisco europeo. Non negò i fatti, disse che si trattava di una pratica seguita da tutti gli Stati e che quindi era una pratica lecita ammessa da tutti.

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