Cadono le accuse nel caso della TAC di Piestany, rimangono dubbi e sospetti

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È tornato di attualità lo scandalo per l’acquisto di uno scanner per la TAC all’Ospedale di Piestany, avvenuto nel 2014 a un prezzo esorbitante. L’ufficio del Procuratore generale ha lasciato cadere nei giorni scorsi le accuse nel caso, spiegando che c’è stata una violazione di legge a detrimento degli imputati. Il verdetto dell’ufficio era stato sollecitato da una mozione presentata dagli stessi accusati, che chiedevano un esame della legittimità della decisione di un investigatore. Nella risoluzione, il Procuratore generale Jaromir Ciznar ha espresso insoddisfazione per il lavoro dell’Istituto di Ingegneria Forense di Zilina, condividendo l’opinione della difesa degli imputati che l’aveva messo in discussione.

Gli esperti avevano stabilito che l’acquisto delle attrezzature per la tomografia avevano causato all’ospedale danni pari a 479 mila euro. Ma il PG ha giudicato tale perizia inutilizzabile perché nella determinazione del campione di paragone gli esperti hanno utilizzato prezzi in uso in Repubblica Ceca, e non in Slovacchia.

Nel 2014 l’ospedale incriminato acquistò uno scanner Philips Ingenuity Core 128 CT, con altri servizi correlati, per un totale di 1,6 milioni di euro Iva compresa. Un medico e un’infermiera hanno sollevato dubbi circa il fatto che il prezzo a contratto era quasi il doppio del costo normale di mercato per tale attrezzatura. Lo scandalo portò nel giro di poche settimane alle dimissioni dell’allora ministro della Salute Zuzana Zvolenská, e in seguito di presidente  e vice presidente del Parlamento, coinvolti perché uno con connessioni nel settore sanitario e l’altra perché a capo del consiglio di sorveglianza dell’ospedale. I due funzionari parlamentari sono membri di alto rango del partito Smer-SD, e anche la ministra era stata nominata dallo stesso Smer che ha guidato un governo monocolore nello scorso mandato.

Ma l’annuncio dell’ufficio del PG ha innescato diverse critiche. Il presidente della commissione parlamentare Salute Štefan Zelník (Partito Nazionale Slovacco / SNS) ha detto che «La gente non dovrebbe far finta che tutto sia stato messo in ordine. Il caso deve essere trattato con chiarezza, senza speculazioni e ipotesi», e ha espresso la sua intenzione di sentire il deputato Alan Suchánek (OLaNO-NOVA), che è il medico che fece scoppiare lo scandalo. Mentre Suchánek chiederà alla commissione per la Sanità di convocare il PG Ciznar per spiegare la decisione di far cadere le accuse nel caso, sospettando che si tratti di un vero e proprio insabbiamento delle accuse verso nove persone coinvolte. Tra gli accusati vi erano l’ex direttore dell’ospedale Maria Domcekova, i suoi due vice, tre membri del consiglio di amministrazione e tre membri del comitato di esperti. L’ufficio di Ciznar garantisce che non è così, e informa che le indagini proseguono, e che non è da escludere che nuove accuse contro specifici soggetti siano emesse di nuovo in futuro.

Forti critiche anche dal partito Libertà e Solidarietà (SaS), all’opposizione, il cui deputato Alojz Baranik, responsabile del partito per le questioni relative alla giustizia, ha detto che la questione, da un grave caso di corruzione si è ormai trasformata in una “tragicommedia”.  «È impensabile che in un caso così grave in cui gli imputati rischiano 10-15 anni di carcere, l’ufficio del Procuratore generale si sbarazzi delo sconcerto dei cittadini con una dichiarazione vaga», ha detto Baranik, aggiungendo che la liquidazione della perizia sembra soltanto un mero pretesto per chiudere il caso.

(Red)

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Foto tpsdave CC0

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