Corruzione: “Con la crisi e l’austerity l’opinione pubblica è meno tollerante”

Da una parte i Panama Papers, dall’altra gli scandali per corruzione in Spagna, Brasile, Sudafrica, Romania e pressoché ovunque. Sembra che il mondo stia diventando più corrotto, ma l’opinione pubblica è sempre più consapevole e sempre meno disposta a perdonare. Di Gian Paolo Accardo, VoxEurop.

paradisifiscali_(PS)

Alina Mungiu-Pippidi, esperta internazionale di integrità pubblica e corruzione e autrice per la presidenza olandese dell’Ue un rapporto speciale sull’integrità e la fiducia nell’Unione europea ha risposto alle nostre domande sulla tendenza riguardo al modo in cui la corruzione è percepita in Europa e all’estero e sulle conseguenze della pubblicazione dei Panama papers, un insieme di documenti confidenziali su oltre 214mila società offshore gestite dalla società di servizi finanziari panamense Mossack Fonseca.

Sembra che la corruzione di questi tempi sia sulla bocca di tutti. Secondo lei è un fenomeno in crescita?

È in crescita la trasparenza, e ciò porta a mettere in grande risalto la corruzione preesistente. Ma la tolleranza è in calo, a causa della crisi e dell’austerity. Quando c’era benessere, molte persone pensavano che non fosse poi così grave se i politici si prendevano indebitamente una modesta percentuale della ricchezza pubblica. Adesso che le cose non stanno più così, gli elettori del ceto medio si dimostrano molto meno tolleranti nei confronti della corruzione e, tenuto conto che nei paesi in via di sviluppo sono più numerosi che mai, vediamo che non soltanto nella ricca Islanda, ma anche in Brasile e in India la richiesta di buona governance è in sensibile aumento.

I Panama Papers secondo lei hanno a che vedere con la corruzione?

Sì, certamente. La corruzione non necessariamente è illegale. Come sostengo nel mio rapporto per la presidenza olandese dell’Ue, il modo col quale gli europei percepiscono in che misura i rispettivi governi sanno gestire il fenomeno della corruzione è la seconda causa più importante di perdita di fiducia nell’Ue, subito dopo la crescita economica. Due terzi degli europei sono preoccupati per la corruzione messa in luce dagli Eurobarometri, quasi la stessa percentuale di quelli evidenziati da campioni a livello globale dal Global Corruption Barometer.

Poiché a soltanto meno del 10 per cento degli europei è mai stata chiesta una tangente (comprese quelle per medici scarsamente retribuiti in Europa dell’est, che potrebbero essere equiparate a forme dirette di pagamento), ne consegue che l’opinione pubblica non limita il fenomeno corruttivo alle tangenti, ma lo considera una forma di privilegio illecito per funzionari e chiunque riveste una carica pubblica. È proprio questo che i Panama Papers ) ci rivelano: un trattamento iniquo a causa del quale la gente comune paga le tasse mentre chi ricopre incarichi di governo o in ogni caso autorevoli moltiplica al massimo i suoi guadagni. A questo proposito, ciò che Thomas Piketty omette di considerare nel suo fondamentale lavoro sulla disuguaglianza nel quale non usa mai la parola “corruzione”, è che negli ultimi decenni il capitale del potere si è tradotto moltissimo in soldi e asset.

Da che cosa lo si deduce?

Beh, è sufficiente prendere l’elenco redatto dalla rivista Forbes dei più importanti top manager suddivisi per paese e calcolare quanti di loro ammassino fortune grazie a qualche rapporto privilegiato con le autorità – appalti, sgravi fiscali o qualsiasi altra forma di beneficio. In un contesto di capitalismo sano, se ne trovano pochissimi in cima all’elenco (occupato per esempio dai venditori al dettaglio), mentre nei paesi in via di sviluppo i primi 50 nomi dell’elenco sono oligarchi che approfittano di favoritismi del governo, e di fatto questo è un elenco del peggiore capitalismo clientelare. Anche nei paesi sviluppati si troveranno sempre cacciatori di rendita, ma le fondamenta della concorrenza sono più solide. Eppure, ciò che è accaduto in Siemens e in Volkswagen, e così pure a diversi leader politici in Francia, nel Regno Unito o in Spagna negli ultimi anni, avrebbe dovuto farci aprire gli occhi. La corruzione fa parte della natura umana. Soltanto alcuni paesi sviluppati sono riusciti a erigere difese migliori perché le loro società sono più consolidate e più abili a controllare le élite politiche.

Continua sul sito VoxEurop.eu/it

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

  

  

  

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

novembre: 2017
L M M G V S D
« Ott    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

ARCHIVIO

Dal diario di una piccola comunista

pubblicità google