Zygmunt Bauman: Europa e terrorismo globale, guerra illusoria

La lotta contro il terrore globale non può essere vinta cedendo al panico o alla tentazione della guerra. L’Europa dovrebbe invece riaffermare i suoi valori fondamentali e proporre soluzioni concrete contro la radicalizzazione dei giovani al suo interno sostiene il celebre sociologo in un articolo pubblicato sula rivista Social Europe e tradotto in italiano da VoxEurop.

zygmunt-bauman_(elena_tubaro_6161714907@flickr_CC)

Gli attentati al “cuore dell’Europa” sono stati dunque un successo, come hanno insinuato molti opinionisti (come ad esempio uno dei editorialisti più autorevoli e conosciuti del New York Times, Roger Cohen) dopo i recenti attacchi terroristici di Bruxelles? O dovremmo forse condannare ed evitare queste rappresentazioni simboliche, tanto apprezzate dai terroristi?

Quel “cuore” che i terroristi scelgono, prendono di mira e fanno di tutto per colpire sono quei luoghi che brulicano di telecamere, sempre in agguato come i giornalisti corrispondenti, continuamente assetati di nuove e scioccanti emozioni che gli assicurino alti ascolti per qualche giorno. Un numero di vittime dieci volte superiore, uccise fra il Tropico del Cancro e quello del Capricorno (come in Somalia, Yemen o Mali) non può aspirare allo stesso livello di amplificazione e pubblicità di cui godono New York, Madrid, Londra, Parigi o Bruxelles.

È negli ultimi luoghi citati che i fruscii acquisiscono la forza dei tuoni; per una minima spesa – un biglietto aereo, un Kalashnikov, una primitiva bomba artigianale, e le vite di qualche fuorilegge – un cospiratore alla ricerca di pubblicità può conquistare moltissime ore, giorni, settimane di spazi televisivi gratuiti. Inoltre, permette ai governanti di inferire una nuova serie di colpi ai valori democratici che loro stessi sarebbero tenuti a proteggere, e che i terroristi sono risoluti a distruggere.

Questo è stato il particolare più importante nella strategia del terrorismo globale sin dal principio: data la mediocrità delle loro scarse risorse, i terroristi si concentrano sull’istigazione e la mobilitazione di quelle risorse illimitate seppur estremamente vulnerabili e per nulla infinite del loro nemico giurato. Hanno rapidamente e brillantemente appreso l’arte di trarre profitti derivanti dalla pubblicità e dalla diffusione della paura con una spesa modesta se non addirittura in diminuzione: è ormai realtà che le organizzazioni terroristiche facciano affidamento e scommettano sullo zelo al quale i loro avversari sono obbligati o scelgono di facilitargli il compito e avverarne le previsioni.

Continua

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Foto eLENA tUBARO cc-by-nc-nd

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