A Roma l’opera di Alphonse Mucha, genio moravo dell’Art Noveau

mucha

Per chi ama l’Art Nouveau (come il Liberty o lo stile Secessione viennese), ma anche per chi non lo ama particolarmente ma è curioso di una epoca di grandi cambiamenti come quella tra Otto e Novecento, aprirà oggi 15 aprile a Roma, presso il complesso del Vittoriano, una mostra di opere di Alphonse Mucha (in ceco Alfons, mentre in slovacco il suo nome si declina Alfonz), notissimo pittore e decoratore originario della Moravia, esponente di punta della corrente artistica che in slovacco si definisce “secesia”.

Nelle sale del Vittoriano, Ala Brasini, saranno esposte oltre 200 opere tra dipinti, manifesti, disegni, opere decorative, gioielli e arredi, che concorrono a ripercorrere l’intero percorso creativo di uno dei massimi interpreti dell’Art Nouveau.

Alphonse Mucha tra Art Nouveau e Utopia”, questo il nome della mostra, è una raccolta curata da Tomoko Sato e organizzata da Arthemisia in collaborazione con la Fondazione Mucha, un allestimento che già fece un grande successo a Milano.

Mucha (1860-1939) è stato uno degli artisti più celebri dell’Europa a cavallo tra ‘800 e ‘900: combinando immagini di donne seducenti a composizioni e layout tipografici innovativi creò originalissimi manifesti. Nacque così un nuovo genere di arte visiva fiorito nella Parigi della Belle Époque. Lo stile Mucha venne a indicare ben presto tutta una serie di opere grafiche e oggetti decorativi che arredavano le case dei cultori dell’arte a Parigi e in altri paesi, diventando un’icona dell’Art Nouveau. Nel 1904, durante una visita negli Stati Uniti, i mass media salutarono in Mucha il più grande artista decorativo del mondo.

Mentre nel contesto dell’arte internazionale aumentava la sua fama, in Mucha crebbe forte il desiderio di contribuire all’indipendenza politica delle terre ceche e delle vicine regioni slave divise per secoli dalle potenze coloniali. Al di là di un’opulenza di facciata e di una visione modernista espresse dall’Esposizione universale di Parigi del 1900, nell’Europa centrale e orientale le tensioni politiche montavano. Mucha credeva nell’universalità dell’arte, nel suo potere d’ispirazione e di comunicazione, auspicando la creazione di un’unione spirituale dei popoli slavi e, in ultima analisi, di tutto il genere umano. L’artista sognava un mondo migliore, dove le minoranze etniche di qualsiasi background culturale avrebbero potuto vivere in armonia senza subire le minacce delle nazioni più potenti.

L’amore di Mucha per la propria terra e per gli ideali utopici si manifesta nel suo capolavoro, l’Epopea slava (1911-28).

A Praga c’è un noto Museo Mucha dove sono molte le opere di questo artista dal grande impatto visivo.

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Cosa: Alphonse Mucha tra Art Nouveau e Utopia
Quando: 15 aprile – 11 settembre 2016
Dove: Complesso del Vittoriano, Via di S.Pietro in carcere (P.za Venezia), Roma
Maggiori info: www.mostramucha.it, oppure www.ilvittoriano.com
Biglietti: interi a 13 euro

(La Redazione, Fonte)

 

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