Pediatri lamentano la scarsità di vaccini per neonati, a rischio salute collettiva

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I medici slovacchi non sono in grado di vaccinare in tempo decine di bambini ogni anno, scrive oggi il quotidiano Sme, sottolineando che la ragione è la mancanza di alcuni vaccini, come conferma il capo dell’Associazione dei medici privati della Slovacchia, Marian Sotha. L’associazione ha chiesto a questo proposito al ministero della Salute di emanare un regolamento che spieghi cosa devono fare i medici se non riescono a fare la vaccinazione obbligatoria ad alcuni dei propri piccoli pazienti. Peraltro, vaccinando oltre i termini i pediatri, in caso di reazioni allergiche, rischiano anche di essere denunciati.

A mancare negli ultimi tempi, dice Sotha, è in particolare il vaccino Infanrix hexa, usato sui bambini sotto un anno di età per proteggerli da difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, e le infezioni influenzali invasive. Nel primo anno di età il vaccino va inoculato una prima volta al secondo mese, e poi va fatto il richiamo altre due volte, a quattro e dieci mesi. Il produttore, la farmaceutica multinazionale GSK (GlaxoSmithKline), sostiene secondo Sme che il prodotto è importato in Slovacchia in quantità sufficiente. Ma nessuno sa dove si trovi, spiega Sme. La teoria è che una parte di tali vaccini siano stati ri-esportati verso mercati esteri dove costano di più, mentre il resto potrebbe essere ancora nei magazzini dei distributori.

Ma se manca il vaccino al tempo di un richiamo, dice Sotha, il ciclo di tre vaccinazioni va ripetuto dall’inizio, e il ritardo potrebbe portare al rischio di non essere rimborsati dall’assicurazione sanitaria del piccolo. anche senza contare il problema della scarsità di vaccini, scrive Sme, il tasso di vaccinazione complessivo dei bambini in Slovacchia è in calo, soprattutto a causa del movimento anti-vaccinazione, che guadagnando consensi tra i genitori. L’immunizzazione con Infanrix hexa era stata fatta al 31 agosto scorso sul 96% dei bambini, secondo i dati dell’Ufficio di Igiene nazionale. Si tratta di appena un punto percentuale sopra la quota minima di copertura stabilita dalla legge per l’immunità collettiva. Soglia critica che nel 2015 è stata raggiunta a stento da tre regioni, Trencin, Bratislava, e soprattutto Kosice.

(Red)

Foto wikimedia

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