Altro che Panama, il vero paradiso fiscale è l’Europa

L’evasione fiscale costa agli Stati europei un trilione di euro anno, eppure si continua a tagliare la spesa sociale. Il disegno ormai è chiaro: evasione fiscale per gli ultra-ricchi, austerità fiscale per tutti gli altri. [di Thomas Fazi e Guido Iodice]

paradisifisca_(Mattew-Paulson+BS)

In questi giorni si fa un gran parlare dei #PanamaPapers, l’inchiesta-shock di un consorzio internazionale di giornalisti sulle ricchezze nascoste nei paradisi fiscali (in questo caso Panama) di politici, imprenditori e celebrità. Nihil novi sub sole. Quella dell’evasione e dell’elusione fiscale è una delle pratiche più “antiche” – e più diffuse – del capitalismo moderno. Il “presidente dell’Europa”, Jean-Claude Juncker, ne è stato un facilitatore per diversi anni nella veste di primo ministro del Lussemburgo, e quando la notizia è diventata di dominio pubblico un paio di anni fa (qualcuno si ricorda ancora l’hashtag #LuxLeaks?) essa non ha neanche suscitato particolari clamori (soprattutto tra gli addetti ai lavori, ai quali il fatto era stra-noto). Semmai quello che colpisce sono le dimensioni dell’ultima “soffiata”: ben 11,5 milioni di documenti, la stragrande maggioranza dei quali, però, non è stata rilasciata, come ha segnalato anche WikiLeaks, facendo sorgere molti dubbi sulla trasparenza (e sull’intento “politico”) dell’operazione. Non è questo il punto che ci preme sottolineare in questa sede, però. Ci pare più interessante, invece, riflettere su come il fenomeno dell’evasione/elusione fiscale ci riguardi molto più da vicino – anche in senso geografico – di quanto i #PanamaPapers potrebbero far supporre.

Partiamo dall’elusione fiscale, la versione “legale” dell’evasione fiscale. La forma più comune di elusione fiscale è il cosiddetto transfer pricing, che consiste nella pratica, comune a tutte le multinazionali, di “spostare” gli utili verso quei paesi con regimi fiscali più “convenienti” (cosa ovviamente non consentita ai comuni mortali). In Europa questa pratica si traduce nel fenomeno – diffusissimo – del dumping fiscale, quella forma di concorrenza fiscale in cui gli Stati europei competono tra di loro nell’abbassare le aliquote sulle imprese e sui redditi alti nel tentativo di attrarre investimenti e capitali, in una folle corsa al ribasso. Continua a leggere

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Immagine: Mattew-Paulson @flickr + Buongiorno Slovacchia

1 comment to Altro che Panama, il vero paradiso fiscale è l’Europa

  • Filippo83

    Articolo-spazzatura. Quando paghi il 60-80% di tasse, come per le imprese italiane, o comunque hai una pressione fiscale tra il 40% ed il 60% come in numerosi paesi europei, è semplicemente una metà del paese (dai burocrati ai baby-pensionati) che vive alle spalle dell’altra che produce. Abbiamo già seppellito il comunismo, e se lor signori non sono consci di cosa voglia dire un’economia di deprivazione, scarsità, improduttività e rapina, che vadano a parlare con qualche slovacco. Perché poi per questi bei tipi, chiunque sia almeno nel ceto medio è già “ultraricco” (magari io potessi avere es. la flat tax slovacca qui in Italia…)

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