Morta l’archistar Zaha Hadid. Suo il MAXXI di Roma e il progetto Čulenova a Bratislava

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Lutto nel mondo dell’architettura internazionale per la morte improvvisa ieri, all’età di 65 anni, di Zaha Hadid, una delle maggiori figure dell’architettura contemporanea mondiale. Cittadina britannica, ma originaria dell’Iraq, era ricoverata in una clinica di Miami per una bronchite, dove è stata colpita da un infarto. Hadid ha vissuto da protagonista assoluta del mondo dell’architettura mondiale, un ambiente tipicamente maschile, e aveva saputo farsi icona e brand ormai impossibile da confondere per gli edifici dalle forme curve e potenti e dalle strutture allungate e sinuose.

WU Campus Wien
WU Campus, Wien (foto © mx2.de)


Nata a Baghdad nel 1950, laureata in matematica a Beirut, emigrò a Londra nel 1972 dove si compì la sua formazione accademica come designer, e dopo un periodo di gavetta fu nella capitale inglese che fondò nel 1980 il suo studio di progettazione architettonica Zaha Hadid Architects, che oggi impiega più di 350 persone. La Gran Bretagna divenne per l’archistar una vera patria elettiva, nominata Dame Commander of the British Empire dalla regina Elisabetta II nel 2012, e destinataria della Royal Gold Medal nel 2016, prima donna a ricevere questo prestigioso riconoscimento.

London Aquatics Centre / 2014 IV
London Aquatics Centre, Londra (foto © George Rex)

A consentirle un’affermazione globale furono la propensione alla ricerca di costruzioni dove lo spazio è fluido, ma anche la rigorosa esplorazione delle interconnessioni tra urbanistica, architettura e design, con uno sguardo privilegiato alla capacità di innovare i contesti grazie alle sue opere. Hadid non si poneva limiti nell’ispirazione, in termini di esperienze spaziali, ma senza mai dimenticare “la logica della struttura”.

Non manca nella sua carriera anche l’insegnamento, in alcuni dei più prestigiosi atenei mondiali: da Harvard a Chicago, da Yale all’Università di Arti applicate di Vienna.

Rome's Maxxi Museum
MAXXI, Roma (foto © Mark Higham)

Nel 2004 Hadid è diventata la prima donna a vincere il Premio Pritzker, che in architettura equivale a un Nobel, e ha vinto il Premio Stirling per due anni consecutivamente: nel 2010 per il MAXXI di Roma, una delle sue opere più celebri, e nel 2011 per la Evelyn Grace Academy, una scuola con forme a Z a Brixton, Londra

Nel 2010 fu inserita dal TIME tra i “pensatori influenti” e la rivista britannica New Statesman la posizionò al 42esimo posto tra le “50 figure più influenti al mondo”. Zaha Hadid è anche stata indicata da The Guardian nel marzo 2013 come una delle 50 meglio vestite oltre i 50 anni.

Pavillon Mobile Art
Chanel Comtemporary Art Container, Parigi (foto © psanson)

In Italia aveva progettato, come visto sopra, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo (MAXXI) di Roma, il nuovo centro per le arti contemporanee della capitale, il Messner Mountain Museum a Plan de Corones, in Val Pusteria, e le residenze e il grattacielo CityLife Fiera di Milano. Proprio quest’ultimo, la torre definita popolarmente per la sua forma “lo Storto”, destinato ad accogliere le Assicurazioni Generali, è tra i progetti incompiuti, dato che è ancora in fase di costruzione, al 40esimo piano su 44 totali. Mentre all’estero sono tra i lavori più conosciuti il London Olympic Aquatic Center a Londra e il ponte Sheikh Zayed ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi.

Ieri, all’arrivo della notizia dalle agenzie internazionali, qualcuno ha anche pensato che fosse una bufala. Ne ha scritto qui Giornalettismo.

Guangzhou Opera House
Guangzhou Opera House, Guangzhou (foto © Anne)


Anche a Bratislava

Zaha Hadid avrebbe dovuto anche costruire qualcosa in Slovacchia. Il gruppo finanziario Penta aveva infatti commissionato al suo studio nel 2010 il progetto Čulenova (vedi le immagini qui sotto), un complesso multifunzione da erigere a ridosso del centro storico di Bratislava, alle spalle del nuovo edificio del Teatro Nazionale e di Eurovea, in una ex area industriale. Proprio in questa primavera era attesa una visita in città dell’architetto, secondo Penta.

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La parte residenziale del progetto è attualmente in fase di preparazione, e si è in attesa dei permessi necessari per fissare l’inizio della costruzione, che prenderà il via probabilmente alla fine di quest’anno. Nella prima fase del progetto è prevista l’edificazione di tre torri residenziali da 31 piani per oltre 800 appartamenti. Il progetto prevede anche la realizzazione di un parco urbano di migliaia di metri quadri, e il recupero della facciata di una centrale termica storica, dichiarata monumento nazionale, che insiste sul lotto.

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Qui un bell’articolo-omaggio all’archistar di Jacopo Iacoboni per La Stampa:

Addio a Zaha Hadid, la Visionaria assoluta dell’architettura contemporanea

(La Redazione)

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Foto eager cc-by, Penta Investments

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