Scalatori slovacchi soccorsi nel bellunese a 2.700 metri

Due slovacchi, che erano rimasti bloccati Domenica nel bellunese sulla Punta Civetta, sono stati recuperati ieri. Il maltempo, che aveva contribuito a mettere i due scalatori in una difficile situazione sulla parete, ha concesso una tregua e, dopo due tentativi di avvicinamento vanificati dalla nebbia, l’elicottero dei soccorritori è riuscito a trarli in salvo. Gli alpinisti, un ragazzo e una ragazza trentenni,  si trovano sulla via Andrich-Faè alla Punta Civetta, una classica di 5°-6° grado. Si erano trovati in difficoltà nel pomeriggio di Domenica. Secondo gli uomini del Soccorso alpino, dopo aver rifiutato il suggerimento di un alpinista, incrociato in parete, di rientrare assieme a lui, hanno proseguito, sbagliando però un tiro e finendo incrodati a 2.700 metri di altitudine in un camino bagnato, incapaci di muoversi. Hanno lanciato l’allarme nella serata, quando era già tramontato il sole, dunque troppo tardi quindi perché l’elicottero potesse partire, ma anche troppo pericoloso per le squadre di soccorso risalire la vetta.

Gli scalatori slovacchi hanno quindi trascorso la notte all’addiaccio, per la quale erano fortunatamente attrezzati. Sono rimasti in contatto telefonico con i soccorritori fino al sorgere del sole, quando sono potute partire le prime squadre. Un elicottero da Bolzano e una eliambulanza hanno tentato il salvataggio ma sono stati bloccati dal maltempo, con nubi e nebbia che avvolgevano la montagna. Inoltre, in vetta stava nevicando. Nel frattempo 11 soccorritori salivano verso la cima.

Solo alle 15:30 una schiarita ha permesso il decollo dell’elicottero e il recupero degli alpinisti, con l’utilizzo di un verricello di 90 metri.

(Fonte montagna.tv)

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